UN VIAGGIO NEI LUOGHI DI CULTO DELLA CIVILTÁ PASTORALE ABRUZZESE

Proponiamo un piccolo “excursus” sui luoghi di culto legati alla pastorizia transumante abruzzese. A volte si tratta di piccole chiese costruite sui tratturi, a volte di grandi Abbazie e Santuari, tipici della religiosità popolare, meta, alcuni, di pellegrinaggi rituali annuali.

Il legame tra transumanza e religiosità nella società pastorale è certo ben noto, ed è stato in particolare indagato da Raffaele Colapietra che in uno studio sul tema edito nel 1981 dalla Società Dauna di Cultura di Foggia, scrive:

“Mihi greges in Apulia hibernabant qui in Reatinis montibus aestivabant, attesta Varrone, e questo imponente movimento periodico si svolgeva in un clima di croniche difficoltà sociali (le pastorales coniurationes degli inizi del II sec. a.C., che ancora Catilina cerca di sfruttare inviando emissari in Puglia ad sollecitandos pastores) che peraltro non impedisce la pratica dell’esenzione fiscale ai fini di incentivazione della transumanza nè soprattutto l’intensità dei legami, cone ci viene testimoniato limpidamente nell’orazione ciceroniana Pro Cluentio, che è del 66 a.C….Tutta questa materia pastorale, come noto , venne regolata a metà del ‘400 da Alfonso da Aragona…ma i rapporti tra l’alta valle dell’Aterno ed il Tavoliere non si erano certo interrotti fra il tardo impero e le soglie del Rinascimento…Basti ricordare per i primi secoli del Cristianesimo la tradizione dei martiri di Siponto, i cui protagonisti, Giustino e Giusta ( e non si dimentichi Eusanio, che dà nome ad un paese) ricevono culto in due ville ragguardevoli della diocesi di Forcona, e cioè Paganica e Bazzano, quest’ultima proprio ai bordi del Tratturo, dove in onore della martire sorge uno dei più insigni monumenti sacri altomedioevali. E non parliamo, giacchè qui il legame pastorale è evidentissimo, della chiesa…intorno alle rovine di Amiterno e presso le catacombe del martire Vittorino, dove si venera S.Michele, il santo guerriero dei longobardi, ma anche il santo redentore e purificatore dell’acqua e delle grotte di Monte San Angelo, dove i pastori vanno a lustrarsi all’inizio ed alla fine del loro soggiorno pugliese, il 29 settembre e l’8 maggio. Un culto che…prende spesso il posto di quello tipicamente italico e pastorale di Ercole, come nel caso di Vastogiraldi, nella pertinenza molisana del tratturo…TUTTO QUESTO SVILUPPO DI RELIGIOSITA’, DI TRADIZIONI POPOLARI E DI ARTE, HA UN SOTTOFONDO TRANSUMANTE INNEGABILE E COSTANTE e trova un suo punto di raccordo nel secondo ‘200, allorchè i nomi di Federico II, di Carlo d’Angio’ e di Celestino V si accavallano….”

Iniziamo dunque il nostro “viaggio” con la famosissima Abbazia di Collemaggio a L’Aquila da dove inizia il tratturo Magno o tratturo del re che, dopo essersi lasciato L’Aquila alle spalle, raggiunge le rovine della città romana di Peltuinum, dove si trova  la chiesa di S. Paolo di Peltuinum, e successivamente la chiesa della Madonna di Cintorelli dove dà origine al tratturo gemello Centurelle-Montesecco che si separa dal Tratturo Magno, procedendo parallelamente a questo, per poi riconfluirvi in Puglia, vicino Chieuti.

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 ABBAZIA DI COLLEMAGGIO

 La Basilica di Santa Maria di Collemaggio fu fatta edificare per volontà di Pietro Angelerio da Morrone e nella stessa l’eremita ricevette le insegne papali nel 1294. La facciata quadrangolare della basilica di  Collemaggio è considerata la massima espressione dell’architettura abruzzese, nonché uno dei punti più alti dell’architettura medievale italiana di stampo romanicogotico. Su di essa si aprono tre portali. Il portale principale, con ogni probabilità il più antico dei tre, presenta una serie di archi concentrici a tutto sesto impostati su due pilastri e tabernacoli cuspidati,  contenenti 4 statue di santi rispetto alle originarie 12. Nella lunetta c’è un affresco di  Madonna con bambino. Il portale venne rinnovato in stile gotico nel XIV secolo, ed è attribuito a Domenico di Capodistria che ne ripropose successivamente lo schema nella chiesa. I portali laterali sono invece in stile neo-romanico. Sono fiancheggiati, come nel caso del portale principale, da mensole al cui interno rimane oggi una sola statua. All’angolo destro della facciata si staglia un maestose torrione a pianta ottagonale che in origine costituiva la base di un campanile, definitivamente demolito nel 1880 e sostituito da un altro, a vela, posto all’estremità della facciata laterale sinistra. Il torrione, probabilmente realizzato per consentire le benedizioni all’aperto, viene utilizzato durante le celebrazioni della Perdonanza Celestiniana.

La Porta Santa.

Sulla parete sinistra della basilica si trova il portale monumentale, noto come Porta Santa, perché legato alle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana. Rimane aperto ed accessibile durante il giubileo aquilano per una sola giornata — tra la sera del 28 agosto e quella del 29 — ed i fedeli che l’attraversano ottengono l’indulgenza plenaria a condizione d’essere «veramente pentiti e confessati». È considerato la prima porta santa della storia, nonostante abbia assunto questo nome solo nel XV secolo ad emulazione delle porte sante romane.

 

L’interno della basilica, riportato alla semplicità romanica originale a seguito dei restauri novecenteschi, si suddivide in tre navate di cui la destra è curiosamente più larga della sinistra. Le arcate, otto per lato, sono ogivali e poggiate su pilastri a pianta ottagonale. La copertura lignea a vista, molto semplice, sostituisce il pregevole soffitto a cassettoni di stampo barocco, smantellato durante il restauro novecentesco. Della chiesa settecentesca rimane invece il transetto, cui si accede tramite il passaggio sotto tre archi trasversali, che venne ricostruito dopo il terremoto del 1703. L’impianto absidale, inizialmente molto complesso, venne radicalmente trasformato nel XIV secolo con il prolungamento delle tre navate, oltre che la realizzazione di due tribune laterali a semiottagono e di una tribuna centrale di forma ottagonale all’interno e quadrata sul volume esterno.  (  tratto da Wikipedia )

 

 

SE NE CONSIGLIA VIVAMENTE LA VISITA

 

 

CHIESE TRATTURALI

Chiesa di San Paolo di Peltuinum

La chiesa di San Paolo di Peltuinum, collocata sul Tratturo L’Aquila-Foggia, è un edificio religioso nei pressi del comune di Prata d’Ansidonia in provincia dell’Aquila, Il nucleo originario della chiesa sorge all’esterno del perimetro urbano dell’antica città romana di Peltuinum, probabilmente sostituendo un precedente sito pagano, come è testimoniato dal fatto che le murature originali presentano al loro interno elementi di epoca romana,.

Eretta forse tra il VII secolo e l’VIII secolo in stile romanico. Nel XII secolo subisce un crollo e viene ricostruita con gli stessi materiali. Viene anche sovraelevata  forse in occasione degli stessi lavori di ricostruzione.

 Chiesa di Santa Maria in Centurelli

 

La chiesa, situata nel Comune di Caporciano (Aq), sorge lungo il tratturo L’Aquila Foggia. Si trova precisamente nella biforcazione del tratturo L’Aquila-Foggia con il tratturo Centurelle-Montesecco, Nei suoi pressi  sostavano le greggi durante la transumanza. La chiesa è caratterizzata da una imponente facciata rinascimentale databile intorno al 1558. L’interno presenta una sola navata che termina con un’abside poligonale ai cui lati ci sono due cappelle che formano i bracci del transetto. A fianco della chiesa c’è una costruzione  un tempo utilizzata per il ricovero delle greggi e dei pastori.

Chiesa cimiteriale di Santa Maria in Cerulis.

Situata a circa un chilometro da Navelli la chiesa risale all’anno Mille ed è stata edificata sulle rovine di un antico tempio dei Vestini. Caratterizzata all’esterno da un campanile a vela e all’interno da tre navate che confluiscono in una particolare zona absidale. Interessante il portale laterale.

Complesso monastico di Sant’Antonio  a Civitaretenga (AQ)

   Il complesso monastico di Sant’Antonio è costituito dal convento, risalente al XIII secolo, e dalla chiesa attigua, edificata intorno al 1489. Di rilievo artistico è il chiostro del convento.

La chiesa, a navata unica è di stile rinascimentale .Il soffitto della chiesa è a volta e presenta notevoli affreschi.  Il convento ospita oggi l’Ostello sul tratturo.

 La chiesa di Santa Maria delle Grazie

Trattasi di una chiesa campestre  risalente alla seconda metà del Cinquecento situata nel cuore dell’altopiano di Navelli, fuori dall’abitato di Civitaretenga . La chiesa è navata unica che termina con un’abside poligonale. Molto bella è la sua imponente facciata quadrangolare, in stile  rinascimentale, con un ampio rosone centrale. La chiesa, che  rappresenta un significativo esempio  di architettura religiosa legata alla transumanza, sorge all’incrocio di due percorsi dei tratturi Aquila – Foggia e Centurelle – Montesecco, e con le sue forme essenziali e con la grande navata riporta alla mente la sua antica funzione di rifugio per i pastori.

Chiesa della Madonna del Campo

Situata in Comune di Navelli la Chiesa della Madonna del Campo, di epoca rinascimentale  è a tetto con una sola navata e un solo altare.

  Chiesa della Madonna del Buon Consiglio

 

La chiesa si trova su un ‘riposo’ del tratturo Centurelle-Montesecco,  in posizione isolata fuori del paese di Collepietro (Aq). Le pareti esterne sono rinforzate da tre contrafforti per ciascun lato. Il  bel portale romanico, sormontato da una lunetta, si raggiunge con una breve scalinata. Molto bello il panorama sulla valle di Sulmona e sulla piana di Navelli

Da Collepietro in direzione del fondovalle e di Navelli, si raggiunge chiesa rurale della Madonna delle Grazie.

Chiesa campestre di Santa Maria delle Grazie

La facciata, che presenta un oculo e di un piccolo campanile a vela, è preceduta da un portico con due pilastri laterali appoggiati si di un basamento e da due agili colonnine con semplici capitelli. A fianco del portale,affiancato da due finestrelle, è sormontato da una lunetta con l’immagine della madonna. Di notevole interesse sono le scritte votive incise sulla pietra, lasciate nel tempo dai pastori e dai pellegrini di passaggio.

Chiesa di Santa Maria di Cartignano

 

La chiesa di Santa Maria di Cartignano è situata  nei pressi di Bussi sul Tirino (Aq). L’esterno della chiesa, di aspetto duecentesco, presenta una facciata molto semplice, con un piccolo portale con architrave a semicerchio, un rosone floreale, e un campanile a vela. L’abside presenta una decorazioni a “dentelli”. I lati della chiesa sono circondati da piccoli archi. Manca la  copertura centrale. Nei pressi della chiesa ci sono resti del cosiddetto “romito del pastore”, ossia di una casupola che accoglieva gli eremiti.

Chiesetta tratturale di Santa Maria delle Grazie a Collarmele (Aq)

Situata poco fuori del centro abitato lungo l’antico percorso del regio tratturo Celano-Foggia è caratteristica per la facciata cinquecentesca che  nella metà superiore è completamente rivestita da mattonelle di maiolica colorata

 Chiesa della Madonna del Casale (o di Santa Maria del Carmine)

 

La chiesa della Madonna del Casale o di S. Maria del Carmine si trova all’inizio del Piano delle Cinque Miglia, in Comune di  Rocca Pia (Aq), in località Colleguidone, sul tratturo Celano-Foggia.  Le origini della chiesa di S. Maria non sono molto chiare. L’odierna costruzione mostra elementi decorativi e architettonici che rimandano al Trecento, ma la sua fondazione si pensa sia molto più antica.  La chiesa, realizzata in pietra locale, presenta un unico portale di accesso lungo il fianco. Nel portale un alto timpano decorato a gattoni ricade su due edicolette cuspidate composte da due ordini di archetti trilobi ciechi. Le sorreggono delle colonnine a sezione poligonale poste su un alto basamento con i capitelli decorati a foglie di acanto. Accanto al portale si innalza  un massiccio campanile che ricorda più una torre di difesa e di avvistamento. Negli affreschi interni viene raffigurata un’ancella nell’atto della consegna di due colombi che Maria regala ad Elisabetta in dolce attesa. (tratto da Regione Abruzzo – rete della cultura abruzzese)

 Chiesa di San Nicola a Pettorano sul Gizio (Aq)

 

L ’unica testimonianza medievale della chiesa è il portale: nella lunetta sovrastante vi si trovano frammenti di un affresco più tardo che fanno intravedere la figura di san Nicola affiancato da due ignoti personaggi. La facciata è settecentesca e presenta un coronamento mistilineo ed un oculo centrale.
L’interno, rimaneggiato nel corso dei secoli, soprattutto in seguito al terremoto del 1706, è molto semplice, ad aula unica con soffitto piano. ( da www.visitpettorano.it) La chiesa sarebbe stata costruita nel XII secolo su un tempio pagano, ed è citata dai documenti di Adriano IVPasquale II e Lucio III nel 1183.

          Chiesa di Santa Maria della Neve alle Quercigliole

 

E’ ubicata nella parte occidentale  dell’agro di Ripamolisani , in Provincia di Campobasso, a circa 2 Km dal centro abitato, sul tratturo Castel di Sangro – Lucera.. La sua edificazione non risale oltre il XV secolo. All’esterno è formata da quattro corpi strutturali: la facciata anteriore con il portone d’ingresso e con il frontone triangolare sormontato da una piccola campana, i due bracci laterali e alle spalle una struttura pressappoco cilindrica che funge da cupola con il suo piccolo campanile.

  ALTRI LUOGHI DI INTERESSE

                     Cappella di Sant’Eusanio accostata a un ricovero pastorale sul paino di Fugno sul Gran Sasso

Santuario della Madonna delle Grazie

Si trova presso il laghetto di Santo Stefano poco fuori del centro abitato. È una Cappella pastorale costruita nel 1600 poi ampliata, è a navata unica  con un portico sulla facciata.

  La chiesa di Santa Maria della Pietà

La chiesa di Santa Maria della Pietà si trova nei pressi del castello (rocca) di Calascio (Aq).  Si tratta di  un tempietto eretto nel 1596 a ricordo della vittoria della popolazione del luogo su una banda di briganti.  La chiesa, probabilmente fondata su una preesistente edicola rinascimentale, è a pianta ottagonale con una cupola a otto spicchi. Un manufatto che funge da sacrestia  è appoggiato a una delle facciate.

 Chiesetta di San Pietro alla Jenca

L’attuale villaggio di San Pietro, borgo di servizio di Camarda e che in questi ultimi decenni si è ingrandito e trasformato con il restauro di vecchie abitazioni e con la costruzione di nuove, era nel passato il castello di San Pietro della Genca che assieme ad altri castelli partecipò a metà del sec. XIII alla nascita dell’Aquila.

Agli inizi del sec. XV il castello risultava quasi completamente diruto, ma sopravviveva in parte la chiesa di San Pietro con il suggestivo affresco del sec. XIV raffigurante San Cristoforo. Nel 1547 la chiesa venne parzialmente ricostruita, ridotta nelle dimensioni ed una parte utilizzata per usi pastorali. Nel 1568 poi quello che restava dell’antico castello venne ceduto dalla città dell’Aquila agli abitanti di Camarda ed incominciò ad essere denominato San Pietro di Camarda. Posta su un colle ad oltre mille metri di altezza, la chiesetta di San Pietro della Jenca fronteggia le cime maestose e i suggestivi paesaggi boschivi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

L’antichità del pittoresco monumento è documentata dall’affresco che occupa una parte della parete destra dell’ingresso raffigurante San Cristoforo nell’atto di sorreggere il Bambino Gesù. Il dipinto infatti ricorda nella tecnica gli affreschi di San Crisante di Filetto del XIII secolo.

L’attuale costruzione è composta da due piccoli edifici, entrambi coperti a capanna e realizzati in pietra a vista locale. All’esterno, la graziosa facciata è abbellita da un bel portale ad architrave poggiato su mensole ad è corredata di un piccolo campanile a vela. L’interno si presenta con una suggestiva aula unica, coperta da una volta a botte realizzata interamente in pietra. La presenza di un arco trionfale tamponato nella parete absidale fa supporre che in antico l’aula dovesse sfociare in un’abside semicircolare.

Ma la notorietà di questo monumento è legata alla figura di Giovanni Paolo II, tanto da essere comunemente nota come “chiesetta del Papa”. Il pontefice infatti amava recarsi in raccoglimento e in preghiera in questo luogo, un vero e proprio “santuario della natura”.

Nel 1999 è stata collocata all’esterno della chiesa la stele a ricordo delle visite papali, e nel 2005, il 18 maggio, giorno del compleanno del Santo Padre, gli è stata intitolata una vetta, Cima Giovanni Paolo II, tra Pizzo Cefalone e Vetta delle Malecoste. In occasione dell’evento è stata infissa sulla cima una croce di ferro, l’unica autorizzata sulla catena del Gran Sasso.

(Info a cura del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga)

Chiesa della Madonna del Suffragio

 

La Chiesa della Madonna del Suffragio a Castel del Monte (Aq),  costruita nella  prima metà del XV secolo, era la sede della “Compagnia delle Anime del Suffragio”, fondata nel 1685. La Confraternita raccoglieva i più ricchi proprietari ovini del paese che, con lasciti e donazioni, resero possibile la realizzazione delle preziose opere d’arte. La chiesa è stata sempre legata ai ritmi del mondo pastorale, infatti, il 2 luglio, quando i pastori transumanti tornavano in paese, la seicentesca statua della Madonna del Suffragio veniva portata in processione nella chiesa di S. Marco Evangelista. L’8 settembre poi, prima della partenza per la Puglia, i pastori riportavano la statua nella sua dimora abituale. Nella stessa chiesa avevano luogo anche le Quarant’ore che rappresentavano l’atto di purificazione prima della partenza per il Tavoliere delle Puglie e l’occasione per chiedere una protezione particolare per sè, per la famiglia e per le greggi. La struttura ha una vasta sala rettangolare a navata unica che prosegue in un’ampia sacrestia, sovrastata dall’oratorio. Il campanile è stato aggiunto al corpo centrale nel 1834 e le campane nel 1837. L’interno è caratterizzato da una decorazione in stucco di epoca barocca che orna le cornici delle finestre e gli archi che si aprono lungo le pareti dell’edificio. L’altare maggiore, in legno scolpito e dorato, è uno degli esempi più rilevanti di manifattura lignea dell’intera regione. è fiancheggiato da eleganti colonnine binate che sorreggono le statue della Fede e della Speranza. Una Gloria di angeli dorati, circonda il dipinto centrale con la Madonna del Suffragio. In alto, all’interno di una nicchia, si conserva un’antica statua della Vergine, vestita con il tipico costume castellano. Splendidi sono anche gli altari laterali, tutti ricoperti in oro zecchino. Quello dedicato a S. Giovanni Battista conserva un pregevole dipinto del santo, eseguito verso il 1585 da Bernardino di Lorenzo di Monaldo, fiorentino, su richiesta del principe Francesco Antonio dei Medici. Nella chiesa si può ammirare anche un magnifico organo dorato del 1508. ( tratto da www.comune.casteldelmonte.aq.it)

 Chiesa di Santa Maria delle Grazie

La chiesa  di Santa Maria della Grazie o Oratorio di Santa Maria delle grazie si trova ad Alanno (Pe).L’esterno della chiesa, con possenti bastioni di contenimento, si presenta con un portico ad una sola arcata, al cui interno è uno spazio coperto con volta a crociera.

Ai lati del portale datato 1505, attribuito alla scuola di Giacomo di Silvestro di Sulmona, si trovano due lesene con motivi vegetali e dotate di capitelli con motivi fantastici. L’architrave è sormontato da una cornice in pietra sormontato da un arco in pietra ed ospita un affresco della deposizione.

Il campanile è a vela ed è composto da una parte centrale più alta e due celle laterali più piccole.

L’interno è composto da una navata unica divisa in due campate coperte con volte a crociera con quattro cappelle, due per ciascun lato, ed un’abside poligonale sul fondo che riporta la scritta del 30 settembre 1632.

Le pareti e le volte dell’abside sono affrescate con scene della vita della Madonna, attribuite alla scuola di Andrea De Litio e datate 1522. Anche le volte della navata e delle cappelle laterali sono affrescate e datate nel 1698.

L’altare maggiore risale al 1642 ed ospita al centro uno stucco della Madonna in trono con Bambino ed un trittico a tempera su tavola del Quattrocento raffigurante la Vergine tra San Sebastiano e San Clemente, attribuito da Antonio De Nino alla scuola del Pinturicchio. L’oratorio, in stretta connessione con il passaggio del vicino tratturo L’Aquila –Foggia, costituisce una delle rare importanti manifestazioni barocche abruzzesi consevatesi integre. (  tratto da Wikipedia )

Chiesa della Madonna della Croce

 

La chiesa della Madonna della Croce,  situata lungo il percorso del tratturo Centurelle-Montesecco in Comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe),  è stata sempre strettamente connessa al passaggio transumante, come documentato dalle finestre quadrate ad altezza d’uomo che permettevano, allo stesso tempo di partecipare alla funzione religiosa e di dare un occhio al gregge. La facciata presenta un portale dalle linee semplicissime, sormontato da una finestra rettangolare e dalla linea terminale della cornice composta da una semicurva e definita da un piccolo campanile a vela. L’interno è a monoaula, con tetto a vista; vi si trovano una serie di statue dei Santi Pietro e Paolo e due altari anch’essi con statue, ben definiti nei loro particolari. ( tratto da www.comunedisanvalentino.gov.it)

                        Chiesa – Eremo di Sant’Antonio

 

. Al margine meridionale del bosco di Sant’Antonio in Comune di Pescocostanzo (Aq), si distingue una antica costruzione con un piccolo campanile a vela, inserita tra le vecchie masserie. È l’eremo di Sant’Antonio da Padova, una suggestiva cappella rurale tuttora oggetto di forte devozione e meta di numerosi pellegrini. Le sue origini sono sicuramente medioevali, le finestre sono tipiche del ‘300-‘400 e la statua lignea del Santo è databile alla fine del ‘300. L’edificio si compone di una piccola chiesa e di alcuni locali usati dagli eremiti come abitazione, tra i quali una camera, una minuscola cucina, una stalla e un magazzino. Alla cura del luogo di cult provvedeva, in genere, un eremita laico che annualmente si recava in Puglia per la questua degli agnelli, a testimonianza dello stretto rapporto che il luogo aveva con la transumante. L’eremo costituiva, infatti, per i pastori un importante punto di sosta e di riposo sulla via per le Puglie. ( da ww.regione,abruzzo.it – rete della cultura abruzzese).

 Chiesa della Madonna del Monte

       

La chiesa rurale della Madonna del Monte si trova in Comune di Castiglione Messer Marino (Ch). La chiesa, con l’annesso convento, venne fondata intorno al IX secolo. Durante la prima metà del Cinquecento l’antica cappella, ricordata già nel XIV secolo, faceva parte di un più ampio complesso conventuale trasformato e gestito dai  Minori Osservanti. Dopo una ricostruzione settecentesca il monastero decadde nel corso del XIX secolo. La chiesa, distrutta durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruita nella forme attuali nel 1943. Il complesso religioso è situato nell’antico e conteso feudo della Lupara, sede anche di un insediamento rurale scomparso. Il sito era uno strategico nodo di transito per l’attraversamento del tratturo Ateleta-Biferno e un frequentato luogo di scambi commerciali.  Una forte vocazione religiosa è testimoniata dalla tradizionale festa della Madonna del Monte, oggi tenuta nel mese di Settembre, un tempo celebrata dal mondo pastorale, con l’annessa fiera, prima della partenza delle greggi. ( tratto da “Abruzzo le vie della transumanza”-Regione Abruzzo –Servizio sviluppo del turismo).

 Santuario di San Donato

 

È situato in Comune di Celenza sul Trigno (Ch) ed è uno dei Santuari abruzzesi sorto a ridosso dei percorsi tratturali, in questo caso del tratturo Ateleta-Biferno. Nella chiesa, connessa all’ex convento dei Francescano Osservanti, si venera San Donato Martire, vescovo di Arezzo. L festa del Santo, celebrata nei primi del mese di Agosto, è una delle residue celebrazioni pastorali e contadine della regione. Numerosi sono in quei giorni i pellegrini che si recano al Santuario, non solo dai paesi vicini del Vastese,ma anche dai centri del vicino molise. ( tratto da “Abruzzo le vie della transumanza”-Regione Abruzzo –Servizio sviluppo del turismo).

 

 

Santuario della Madonna di Monte Tranquillo

 

Il santuario di Monte tranquillo a Pescasseroli è meta di un partecipato pellegrinaggio, una fra le più importanti feste mariane di tradizione pastorale che si svolge ogni anno nell’ultima domenica di Luglio. Dalla cattedra di Pescasseroli, la statua lignea della Vergine viene trasportata in processione fino al santuario che domina i pascoli sottostanti; qui resta tutta la giornata dei festeggiamenti, per essere ricondotta la sera in paese. L’edificio, distrutto durante la seconda guerra mondiale, è stato ricostruito nel 1956. ( tratto da “Abruzzo le vie della transumanza”-Regione Abruzzo –Servizio sviluppo del turismo).

   SANTUARI CHIESE E ABBAZIE

  I luoghi sacri più importanti del mondo pastorale sono i grandi santuari, meta di pellegrinaggi rituali annuali, come il santuario della Madonna dell’Incoronata nei dintorni di Foggia e la grotta-santuario dell’Arcangelo Michele a Monte Sant’Angelo sul Gargano.

SANTUARIO DELLA MADONNA INCORONATA

Il Nuovo Santuario

Il santuario della Madonna Incoronata è un santuario cattolico di Borgo Incoronata, frazione della città di Foggia, dove si venera l’effigie della beata Maria Vergine Incoronata, una Madonna Nera.

La prima apparizione della Madonna avvenne nell’aprile del 1001, ad un conte di Ariano e ad un pastore nel bosco del Cervaro, a sud di Foggia. Nei pressi dell’albero dove l’apparizione era avvenuta il pastore riempì una “caldarella” con una “mesata” di olio e ne realizzò una lampada votiva che ancora oggi, per devozione popolare, continua ad ardere nel santuario.

Nel 1950 iniziarono i lavori per la costruzione dell’odierno santuario e della annessa “opera don Orione”.

Nel marzo del 1978 papa Paolo VI lo elevò alla dignità di basilica minore.

L’interno è arricchito dall’immensa corona bronzea che è appesa alla cupola con soli 8 tiranti liberi e oscillanti. Sopra l’ingresso c’è il monumentale organo di 2000 canne, con 2 tastiere di 61 tasti e pedaliera di 32 pedali con 28 registri a trasmissione elettrica costruito nel 1982 dal Maestro Alessandro Girotto. La “festa dell’apparizione” ricorre l’ultimo sabato di aprile, preceduta dalla “cavalcata degli angeli” il venerdì antecedente e dalla “vestizione” e dall'”incoronazione” della venerata statua il mercoledì precedente.

In occasione della festa si rinnova il rito dell’offerta dell’olio per la lampada, donato da uno dei comuni in cui è particolarmente viva la devozione all’immagine sacra. Anche la veste con cui il vescovo riveste ogni anno la statua, che la indossa per tutto l’anno successivo, viene donata ogni anno da una comunità diversa.

Il Vecchio Santuario

Il complesso del vecchio Santuario era formato dai due capannoni dormitori, dalla chiesa e dal convento. La chiesa, situata al centro della spianata, era a pianta rettangolare con il solo prospetto orientato a Nord Ovest, poiché ai lati erano addossate altre costruzioni. Nella parte posteriore, per mezzo di due rampe, si saliva alla cappella sopraelevata della Madonna, che comunicava a destra verso l’ interno dell’annesso antico convento ed a sinistra con un loggiato delimitato da pilastrini in mattoni e ringhiera di ferro, ove erano sistemate due piccole campane. Vicino c’era una scalinata che serviva di accesso ai vecchi locali del convento e di uscita secondaria per la folla dei fedeli.

Il nuovo complesso architettonico del Santuario dell’ Incoronata, opera dell’architetto Luigi Vagnetti di Roma, anche agli occhi di un profano appare come un inno alla Puglia e fu realizzato dagli anni 1954 al 1965. L’ architetto si è ispirato infatti alle primordiali abitazioni edilizie della zona, quali la capanna e il trullo e con elementi tanto semplici ha ricavato incredibilmente una platea di grande luce ed un complesso sommamente originale: la grazia e la gentilezza conferiscono al complesso un aspetto suggestivo e spirituale. L’ ingegnere Antonio Guerrieri di Foggia provvide in loco a dirigere i lavori ed i calcoli della grande struttura in cemento armato. Il terreno, posto a disposizione del Santuario nel 1950 e ceduto alla Piccola Opera della Divina Provvidenza ( Don Orione ) dalla Amministrazione Comunale di Foggia, che è proprietaria del comprensorio parzialmente occupato dal bosco dell’Incoronata, è un grande rettangolo di circa 13 ettari pressoché pianeggiante e deliminato da una recinzione muraria continua, con cancello di accesso sull’asse della strada comunale Cervaro – Incoronata. Il tempio, di notevole capienza, con schema planimetrico centrale a croce greca, ed a vano unico, è circondato da una serie di edifici e servizi:  l’ala dove si trova il museo, l’ala riservata ai Padri, l’imponente campanile (alto 57 metri), i vari uffici, la sala teatro per i convegni e gli incontri e la casa del Pellegrino.( da www.santuarioincoronata.it)

IL SANTUARIO DI SAN MICHELE ARCANGELO

 

La facciata del santuario

  Il santuario di San Michele Arcangelo si trova a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia. Ha la dignità di basilica minore. Il luogo è venerato a partire dal 490, anno in cui, secondo la tradizione, avvenne la prima apparizione dell’arcangelo Michele sul Gargano a san Lorenzo Maiorano.  Un primo santuario, costruito nel 493 sulla grotta dove avvenne l’apparizione, entrò, a partire dal VII secolo, a far parte dei domini Longobardi, poiché compreso nei territori del Ducato di Benevento che era sotto il loro dominio.

 

                                                               Grotta di San Michele

 

Il Santuario di San Michele Arcangelo fu il primo epicentro del culto micaelico presso i Longobardi e  San Michele divenne il santo patrono dell’intero popolo. Il Santuario di San Michele Arcangelo diventò il principale centro di culto dell’arcangelo dell’intero Occidente, modello tipologico per tutti gli altri e una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, tappa di quella variante della Via Francigena, oggi chiamata Via Sacra Langobardorum, che conduceva in Terra Santa. Il Santuario è uno dei tre maggiori luoghi di culto europei intitolati a San Michele, insieme alla sacra di San Michele in val di Susa, e a Mont-Saint-Michel in Normandia.

La struttura del Santuario è costituita da un livello superiore e da uno inferiore. Al livello superiore sono presenti il portale romanico e il campanile. Il campanile è chiamato anche torre angioina in quanto fu eretta da Carlo d’Angiò, come ringraziamento a san Michele per la conquista dell’Italia meridionale, ed è modellato secondo lo schema delle torri di Castel del Monte.

Il livello inferiore comprende la grotta, alla quale si accede direttamente dalla scalinata angioina, il museo devozionale e le cripte. La statua del Santo in marmo di Carrara fu scolpita da Andrea Sansovino ed è datata 1507. Lo scultore raffigura San Michele Arcangelo che sorregge con la mano destra una Spada. La grotta presenta al suo interno, oltre la statua del Santo, la cattedra episcopale e la statua di San Sebastiano. Le cripte, che si trovano in ambienti di età longobarda  servivano da entrata alla grotta. Le iscrizioni lungo le pareti delle cripte il notevole afflusso dei pellegrini provenienti da tutta l’Europa fin dall’epoca longobarda. (tratto da Wikipedia).

BADIA MORRONESE

La badia Morronese è l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, nota anche come abbazia Morronese o Celestiniana. L’abbazia sorge presso l’omonima frazione Badia a circa 5 km dalla cittadina abruzzese di Sulmona. Il complesso architettonico di dimensioni notevoli (119 m x 140 m circa), è circondato da torri a base quadrata, ed è costituito da una monumentale chiesa settecentesca e da un imponente monastero articolato intorno a tre cortili maggiori e due minori, racchiusi da una cinta muraria. Nel fronte vi è un solo ingresso di 3,30 m di larghezza, di architettura palladiana..

Fu l’eremita Pietro Angeleri, poi papa con il nome di Celestino V, a fondare l’edificio religioso. Fu lui, infatti, che giunto ai piedi del monte Morrone, nel 1241, fece portare a termine l’ampliamento dell’originaria cappella intitolata a santa Maria del Morrone, promuovendo in seguito la costruzione di una chiesa dedicata allo Spirito Santo.

Il portale d’ingresso, settecentesco, immette nel cosiddetto cortile dei Platani che fronteggia la chiesa, a facciata su due ordini di semi-colonne e un campanile che ricorda quello dell’Annunziata a Sulmona.

L’interno è a croce greca con cupola e il portale è internamente sormontato da un bell’organo barocco a intagli, opera di Giovan Battista Del Frate (1681).

L’abside custodisce un notevole coro in legno anch’esso di epoca barocca, di autore sconosciuto mentre, a sinistra del presbiterio vi è la cappella dedicata ad una nobile e potente famiglia abruzzese, la cappella Caldora, sotto una delle cui arcate vi è il sarcofago di Restaino Caldora-Cantelmo, opera di Gualtiero d’Alemagna (1412). Sulla parete di fondo sono da segnalare gli affreschi quattrocenteschi di Giovanni da Sulmona (Battesimo di GesùIngresso a GerusalemmeGesù caricato della croce e Crocifissione).

Sotto la chiesa vi è una piccola chiesa a pianta irregolare cui si accede da una gradinata che si apre in un andito del pavimento.

Il porticato esterno è a colonne cilindriche. Dal cortile sinistro, chiamato cortile dei Nobili, a forma rettangolare, si passa nel refettorio, secondo il tipo schema monastico secentesco.

La struttura quadrangolare del porticato abbraccia la chiesa vera e propria, ed è fortificato da quattro torri angolari. La chiesa ha una facciata barocca, ricostruita dopo il terremoto del 1706, caratterizzata da due livelli con architettura classica, colonne circolari lisce all’entrata, e arcate cieche. Il secondo livello è scandito da quattro paraste a colonna, con i due settori estremi rientranti a semicerchio. Tali colonne hanno sulla sommità dei merli, che circondano al settore centrale un orologio incastonato in cornice. Sopra il transetto vi è una modesta cupola barocca. Il campanile gotico è una torre slanciata in tipico gotico sulmonese, molto simile al campanile del Complesso dell’Annunziata di Sulmona, con finestre bifore e slanciata cuspide piramidale sulla sommità della struttura ( tratto da Wikipedia)

Santuario della Madonna della Portella

Il santuario della Madonna della Portella (o chiesa di Santa Maria di Costantinopoli) è una chiesa romitoria situata nel comune di Rivisondoli (AQ), in prossimità della parte estrema dell’altopiano delle Cinquemiglia, procedendo in direzione Rocca PiaRivisondoli.   L’edificio sorge in una area attraversata dal tratturo Celano-Foggia. La chiesa fu edificata nel 1589, per ampliamento di una preesistente costruzione sacra.

L’edificio si presenta con pianta longitudinale e sei finestre allocate sulla parte frontale della struttura che è ricoperta da un tetto a due falde. Sul fronte principale si aprono tre porte che immettono, rispettivamente, procedendo da sinistra, alla foresteria, alla sacrestia e all’ambiente liturgico. Al di sopra di questi ambienti si trovano alcuni locali che gli eremiti occupavano sino al 1968, quando l’ultimo di essi, tale Frate Nicola, lasciò il romitorio.Il portale della chiesa presenta due raffigurazioni di cherubini d’arte barocca, qui dal 1964 dopo lo spostamento dalla loro collocazione originaria, lateralmente all’altare (da Wikipedia)

ABBAZIA DI SAN CLEMENTE A CASAURIA

 L’abbazia di San Clemente a Casauria è un complesso monumentale edificato nel paese di Castiglione a Casauria, nelle vicinanze di Torre de’ Passeri, in provincia di Pescara.

L’abbazia fu costruita dall’imperatore Ludovico II, pronipote di Carlo Magno, nell’871 per adempiere ad un voto fatto durante la sua prigionia nel ducato di Benevento. Inizialmente dedicata alla Santissima Trinità,  nell’872, fu intitolata a San Clemente , quando vi  traslarono i suoi resti.
Fu soggetta, nei secoli successivi, a numerosi saccheggi e nel 1076 fu distrutta dal conte normanno di Manoppello Hugues Maumouzet. L’abate benedettino Grimoaldo intraprese la ricostruzione della chiesa che fu riconsacrata solennemente nel 1105. I lavori di ricostruzione terminarono solamente nella seconda metà del XII secolo, sotto la conduzione dell’abate Leonate. L’abbazia divenne poi ricca e potente grazie alle donazioni di Ludovico II e i suoi successori.
Nel 1348 a causa del terremoto subì gravi danni, con la perdita di splendidi particolari architettonici. Nel restauro, che si fece cento anni più tardi, molte parti della chiesa, non cadute, vennero abbattute o mascherate da nuove costruzioni.

Danneggiata durante il sisma aquilano del 6 aprile 2009, l’abbazia è stata sottoposta a lavori di restauro, terminati l’8 aprile 2011.

L’interno dell’abbazia

 

Particolare del portone

La facciata della chiesa è preceduta da un portico a tre fornici, detto esonartece, (il centrale a tutto sesto e i laterali a sesto acuto) con colonne e capitelli istoriati Dentro il portico si aprono i tre portali, di accesso alla chiesa, che presentano lunette decorate ed archivolti a “ferro di cavallo”. La lunetta e l’architrave del portale centrale sono scolpite con immagini che riguardano la fondazione dell’abbazia: la donazione di Ludovico II, il trasporto delle reliquie e la donazione da parte dell’Imperatore ai monaci dell’Isula Piscarensis. La porta centrale è in bronzo, ed è costituita da 72 formelle, per lo più con motivi ad intreccio aniconici di influenza araba e bizantina. Ai lati sono raffigurati, in forma standardizzata, 14 formelle, che rappresentano i castra sottoposti all’abbazia, ognuna corredata dal nome del borgo.

L’interno è composto da tre navate, con abside semicircolare, che conducono al pulpito. Le arcate ogivali con doppia ghiera trovano riferimenti nel primo gotico borgognone. La maggiore altezza della navata centrale permette l’apertura di monofore lungo i fianchi. Il transetto non è perfettamente ortogonale alle navate. Tramite due rampe di scale si accede alla cripta.

L’altare maggiore è costituito da un sarcofago paleocristiano, sormontato da un ciborio del XIV secolo. Il sarcofago è ricco di bassorilievi, come San Pietro tra le guardie, al centro Cristo tra Santi Pietro e Paolo, e a destra Pietro che rinnega Gesù.  (tratto da Wikipedia).

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Abbazia di San Liberatore a Majella

L’Abbazia di San Liberatore alla Maiella, ubicata nel comune di Serramonacesca in provincia di Pescara, è uno dei più antichi monasteri dell’Abruzzo. La fondazione di questa abbazia viene fatta risalire a Carlo Magno di cui la chiesa conserva una raffigurazione in un frammento di affresco.

Navata  centrale

L’abbazia, immersa in uno scenario di suggestivo valore naturalistico, si presenta con una facciata bianca equilibrata nei volumi e affiancata da un campanile a pianta quadrata, sviluppato in tre piani traforati da monoforebifore e trifore. La facciata ha uno schema disegnato da rilievi verticali con un gusto lombardo.

La ripartizione interna dell’impianto basilicale è a tre navate con sette arcate a tutto tondo che insistono su pilastri triangolari, con tre absidi.

Il soffitto è a capriate lignee. Nella navata sinistra si scorgono gli originari accessi al chiostro e alla residenza del monastero, rappresentati da due porte decorate; sull’architrave della seconda porta si nota il caratteristico motivo a fiori tipico del romanico abruzzese.

Il pavimento della navata centrale presenta una bella e rara composizione geometrica policroma, databile intorno al 1200. Gli affreschi che ornavano il catino dell’abside, un tempo uniti, oggi, dopo l’ultimo restauro, sono ammirabili separatamente. Il primo affresco, posizionato su pannelli è del XVI secolo, raffigura il monaco Teobaldo, fondatore dell’abbazia. Il secondo, più antico (XII secolo), rimasto nella sua posizione originaria, presenta tracce di figure di santi.

Nella chiesa di San Liberatore sono conservati due cicli di affreschi medievali, risalenti ad epoche diverse. Lo stato di grave usura in cui si presentano oggi è dovuto soprattutto all’assenza del tetto per lungo periodo. (tratto da Wikipedia).

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 Chiesa di Santa Maria Assunta a Bominaco

La chiesa di Santa Maria Assunta è una delle chiese di Bominaco, frazione del comune di Caporciano, in provincia dell’Aquila.

La chiesa di Santa Maria Assunta e l’oratorio di San Pellegrino facevano parte di un monastero risalente all’inizio dell’era cristiana quando, tra III e IV secolo, il luogo divenne la sepoltura di San Pellegrino, martirizzato a Bominaco. La datazione della chiesa di Santa Maria Assunta non è certa, ma sicuramente precede la data del 1180 riportata sul pulpito e del 1223 riportata e sull’altare.

La chiesa è in stile romanico, anche se all’interno ha elementi barocchi. La struttura ricalca quella dell’abbazia di San Liberatore a Majella, con una pianta a tre navate e tre absidi. Al termine della navata di destra si trova un campanile a due fornici.

La facciata è una parete liscia di pietre a cortina di conci, con una cuspide in corrispondenza della navata centrale. Sulla facciata si trovano un semplice portale ed una monofora al centro della cuspide. L’archivolto del portale è decorato da un motivo a palmette a pannocchia, mentre l’architrave alterna alle palmette un motivo floreale, con un leone al centro. La monofora ha un arco a tutto sesto ed è inquadrata da una cornice a rilievo che ospita quattro leoni a mensola.

La parete laterale di sinistra della chiesa, alla quale era collegato anticamente il monastero, è estremamente semplice con quattro finestre e due porte lisce, mentre quella di destra presenta finestre con cornici decorate in maniera simile alla facciata.

La parte posteriore della chiesa ospita tre absidi poggiate su un’alta zoccolatura, con quella centrale più alta delle due laterali.

L’interno della chiesa presenta le tre navate, separate da dodici colonne tutte disuguali tra loro, presumibilmente realizzate con materiale recuperato dalla vicina Peltuinum, che sorreggono archi a tutto sesto. La copertura dell’aula era originariamente in legno, successivamente trasformata con volte barocche.

Sul lato sinistro della navata centrale, a ridosso della quarta colonna, si trova l’ambone del 1180 opera dell’abate Giovanni. (tratto da Wikipedia).

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 Oratorio di San Pellegrino

L’oratorio di San Pellegrino si trova anch’esso a Bominaco. Le pareti interne della chiesa sono interamente coperte da affreschi che, insieme a quelli della vicina chiesa di Santa Maria ad Cryptas a Fossa, rappresentano una testimonianza importantissima della pittura medioevale abruzzese.

L’oratorio fa parte di un complesso monastico che comprende anche la vicina chiesa di Santa Maria Assunta. Un’iscrizione sulla parete di fondo dell’oratorio ne fa risalire la costruzione al 1263 da parte dell’abate Teodino.

L’oratorio è un piccolo ambiente con un’unica navata senza abside di 18,70 metri di lunghezza per 5,60 metri di larghezza, sormontata da una volta a botte ogivale.

La facciata principale è caratterizzata da un pronao di origini seicentesche. Un secondo ingresso, sulla facciata posteriore, era riservato ai religiosi che abitavano nel monastero addossato alla fiancata laterale della chiesa di Santa Maria Assunta. Questo ingresso posteriore, a causa del dislivello causato dal pendio roccioso, è situato ad una quota più alta del pronao ed è accessibile attraverso due rampe di scale. Un terzo ingresso si trova sulla parete laterale. Sulla facciata posteriore si trova un campanile a vela.

L’illuminazione all’interno dell’oratorio è garantita da sei feritoie presenti sui due lati della navata e dai due rosoni sulle facciate.

All’interno della chiesa due plutei in pietra dividono lo spazio riservato ai fedeli e quello riservato ai catecumeni. Sul pluteo di sinistra è rappresentato un drago, su quello di destra un grifone.

Le pareti del modesto edificio sono completamente coperte da uno straordinario ciclo di affreschi: uno sull’infanzia di Cristo, uno sulla Passione. Ci sono poi scene del Giudizio Universale, storie di San Pellegrino e di altri santi ed una serie sui mesi del Calendario. Gli episodi sono su tre registri disposti sopra un basamento a cortina e proseguono fino alla curvatura della volta, lasciando al centro una fascia decorata con motivi ornamentali. I cicli sono tra di loro intrecciati, con scene di uno stesso gruppo che occupano spazi su pareti opposte(tratto da Wikipedia).

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 Abbazia di Santa Maria Arabona

 Santa Maria Arabona è un’abbazia risalente alla fine del secolo XII, situata nell’omonima frazione nel comune di Manoppello (PE).E’ ubicata in cima ad una collina che domina parte della vallata del Pescara. L’abbazia sorge sui resti di un tempio romanodedicato al culto della Bona Dea, che andò distrutto. I monaci cistrecensi nel 1197 iniziarono i lavori erp la realizzazione dell’Abbazia riutilizzando parte dei materiali de vecchio tempio.

Di impianto semplice a croce latina, la chiesa si sviluppa soprattutto nella navata centrale che si conclude con l’abside, nella cui apertura è posto l’altare. Le navate laterali sorreggono l’intera volta e gli altari sono disposti lungo il transetto. (tratto da Wikipedia).

Chiesa di Santa Maria ad Cryptas

La chiesa di Santa Maria ad Cryptas, che rappresenta uno dei più begli esempi di architettura duecentesca, si trova, come molte altre chiese abruzzesi, in un luogo isolato, a circa un chilometro dal paese di Fossa (Aq). Le sue origini però sono più antiche. La chiesa nacque, infatti, come  tempio nel IX o nel X secolo d.C. secondo i canoni dell’architettura romano-bizantina che trova il suo elemento caratteristico nella presenza dell’ipogeo o cripta. Su questa struttura, circa quattro secoli dopo, venne eretto l’edificio religioso secondo lo stile gotico-cistercense, ad opera di maestranze benedettine. Il tempio fu rinnovato e restaurato nel corso dei secoli successivi, e oggi si presenta secondo i caratteri del XIII secolo. La chiesa è dotata di due facciate: quella principale sul lato ovest e quella posteriore sul lato opposto Il prospetto, nel complesso molto lineare, si caratterizza e si arricchisce grazie al bel portale a sesto acuto al di sopra del quale è aperta una grande finestra rettangolare. Il portale nasce da una sintesi tra il gotico e le forme tradizionali dell’arte abruzzese. La chiesa è ad una sola navata di forma rettangolare con il presbiterio quadrato. La copertura è in capriate in legno, ma in origine è probabile che fosse in muratura. L’interno è completamente affrescato e costituisce il massimo pregio della costruzione. Gli affreschi appartengono a due scuole diverse per stile e tecnica, e distanti nel tempo: quella bizantino-cassinese o benedettina del secolo XIII e quella toscana del secolo XV. ( tratto da www.regioneabruzzo.it – Cultura – rete della cultura abruzzese)

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Chiesa di Santa Giusta fuori le mura

La chiesa di Santa Giusta fuori le mura, nota anche come Santa Giusta a Bazzano (Aq)  fu edificata nel 1238 sulle antiche basiliche a capanna del III secolo. È una delle chiese più importanti del circondario aquilano ed è caratterizzata dalla facciata a capanna in pietra dorata e decorazioni a tre ordini di colonnine. È  la consueta basilica romanica a tre navate di cui una è interrotta, mentre l’altra,  più piccola, è più lunga di quella centrale e termina di lato alla sacrestia che è il proseguimento della principale.

Al di sotto delle navate vi è la bellissima cripta ad aula unica, disposta in senso contrario alla chiesa, con affiancato un locale con un forno romano. La presenza di elementi lapidei romani e romanici e le volte di copertura la rendono un luogo incantevole e mistico che riporta a memoria i primi cristiani. La facciata, datata 1238, è uno degli elementi più belli del Tempio. Tipica dell’architettura romanica abruzzese è ripartita da aggetti orizzontali e verticali in pietra, con al centro un portale ad arco falcato con colonnine e leoni sormontanti e stipiti lavorati. ( tratto da Wikipedia )

Abbazia di San Pietro ad Oratorium

L’abbazia di San Pietro ad Oratorium è un’abbazia benedettina che si trova nel comune di Capestrano ( Aq). Fondata da Desiderio nel secolo VIII , venne ricostruita in stile romanico nel XII secolo, come testimoniato dall’iscrizione sull’architrave del portale: «A REGE DESIDERIO FUNDATA MILLENO CENTENO RENOVATA». La facciata conserva la struttura originale con blocchi di pietra regolari fino all’altezza delle navate laterali. Il piccolo portale è decorato con motivi vegetali e nella lunetta si trovano tracce di affreschi con l’immagine di San Pietro.

La chiesa è a tre navate divise da due file di archi a tutto sesto poggianti su pilastri a base quadrata, con un’abside in fondo a ciascuna navata. Gli archi, originariamente più alti degli attuali, vennero successivamente ribassati, con lo spazio intermedio tra i vecchi ed i nuovi riempito da muratura in modo da isolare la navata centrale da quelle laterali, ormai in rovina. Nel presbiterio si trovano un altare ed un ciborio del XIII secolo. Nell’abside si conserva un ciclo di affreschi ed anche l’arco trionfale ospita tracce di un’immagine di Cristo con gli evangelisti ed i ventiquattro Vegliardi dell’Apocalisse. ( da Wikipedia)