SETTORE LAVORO del CPMA: ma va bene così? – S.Allemand e G. Barberini

Da varie parti ci erano giunte molteplici segnalazioni su una presunta contraddizione operativa  del Settore lavoro del Circolo del Pastore Maremmano-Abruzzese (CPMA), nel senso che  vari cuccioli venduti ai Parchi e ad altri Enti per essere poi assegnati ai pastori non sarebbero stati allevati da chi aveva come  minimo le 5 pecore  prescritte dalle linee guida  adottate dal suddetto Circolo, ma da cinofili del tutto sprovvisti di ovini.

Abbiamo pertanto chiesto al Presidente del CPMA di rendere pubblici i pedigree dei cuccioli venduti tramite il Settore lavoro e le relative fatture emesse dai venditori, in modo che ogni dubbio potesse essere fugato e il malevolo chiacchiericcio  sull’argomento  stroncato  per  sempre, nell’interesse precipuo del buon nome del Circolo.

Al riguardo, nel consueto silenzio del Presidente,  ci ha comunque risposto il responsabile del Settore lavoro Valter Grossi inviando la seguente tabella riepilogativa e specificando che “questo è quanto sono in grado di comunicare dal momento che non tengo presso di me pedigree (li consulto con l’assegnatario solo quando deve prendere un altro cane o fare un accoppiamento), ne ho motivo di vedere le fatture” :

ALLEVAMENTO                                                 N.ro cani

All.della Conca                                                        3

All.Antico Tratturo                                                    3

Bruno Viola                                                              2

Carbonara                                                                3

All. di Collevento                                                      1

All.Pastore Transumante                                          2

Delmonego                                                               2

Fattoria Bosco di Rovo                                             3

Gabriele Baliva                                                         2

All. della Muta del Vergaro                                       1

Marco Carbonara                                                   22

Medardo Sansoni                                                    4

Loretta Merighi                                                        4

All. del Piano Paradiso                                            1

Oeyangen                                                               3

Elia Saltarelli                                                           2

All. Velino Sirente                                                  21

Walter Vottero reis                                                   7

totale cani…………………………………………..86

A corredo della tabella Valter Grossi aggiungeva “Che dal maggio 2018 dai miei appunti, ma potrei sbagliarmi x difetto (in attesa Silvia aggiorni più precisamente il data base) vanno aggiunti: 1 da Allevamento Della Muta del Vergaro (Azienda Agricola Ca’ Del Cuco), 2 da Marco Carbonara (Azienda Agricola Pulicaro), 1 da Bruno Viola (Azienda Agricola Malga Riondera), 1  da Dante Caniglia/Andrea Sorgi che da poco hanno iniziato a selezionare cani da linee rustiche e si sono attrezzati con ovini, 1 da Allevamento del Velino Sirente (Azienda Agricola Giuseppina De Michele), 2 dall’Allevamento Branco Bianco di Francesco D’Alberti”.

Inoltre Grossi comunicava che “ Che i numeri di Bruno Viola e Alice Delmonego vanno sommati perché gestiscono insieme l’Azienda Agricola Malga Riondera in Lessinia trentina.….. 

Che Medardo Sansoni, Rossano Oeyangen, Dario Capogrosso (che comunque socializza con alpaca), Agostino Molinelli hanno tutti fornito cani prima dell’introduzione del Protocollo e che nel caso di Molinelli in particolare sono stati tenuti circa 20 gg. presso di me in osservazione con cani adulti, pecore e capre prima della consegna, gli altri allevatori citati hanno tutti firmato il modulo di adesione ad esso (depositato presso la segreteria del Circolo) e posseggono bestiame, chi a titolo hobbistico, chi per professione….”

Da quanto riportato da Valter Grossi risulta dunque che 12 cani sarebbero stati venduti, tramite il Settore lavoro, prima dell’entrata in vigore del  protocollo che obbliga chi vuole vendere cuccioli tramite il CPMA ad allevarli con un minimo di 5 pecore. Ma allora con quale criterio sono stati scelti i fornitori/venditori di questi 12 cuccioli? E in quali date sono stati venduti ai pastori delle Alpi?

Inoltre dalle informazioni fornite da Valter Grossi risulta che il Settore lavoro non acquisisce i pedigree dei cani venduti e che pertanto non conserva memoria delle genealogie, cosa alquanto anomala e in contrasto con una gestione scientificamente corretta del Settore stesso. E se questi dati non sono nella disponibilità del Settore lavoro, ne consegue che i Soci del Cpma non possono avere notizie certe, complete e documentate sui cani venduti tramite il Circolo.

Non vogliamo certo fomentare sospetti e maldicenze ma non possiamo, però, non avanzare delle perplessità sul modo come minimo approssimativo di gestire il Settore lavoro che, di fatto, si traduce nell’impossibilità di avere dati significativi e scientificamente utilizzabili.

Una osservazione ci viene spontanea: come è noto a chi studia seriamente il tema, la genetica del comportamento è una disciplina in via di progressivo sviluppo, benchè rappresenti la componente più difficile e complessa della genetica canina in quanto non è certamente semplice stabilire quanto nel comportamento di un cane è innato e quanto invece è determinato da stimoli esterni riferibili all’ambiente, alla socializzazione, all’educazione (natura e cultura, diceva Coppinger). Orbene, se non conosciamo neppure gli ascendenti del cane da pecora xy, ogni indagine, studio e finanche semplice ipotesi sulla presumibile componente ereditaria del suo comportamento, positivo o negativo che sia, diventa evidentemente impossibile!

Insomma, quando si forniscono dei dati, questi devono essere supportati da tutte le relative evidenze documentali, perchè un progetto che abbia una sua valenza scientifica non può essere basato tutto sulla fiducia e sul “volemose bene”. Il Data base del Settore lavoro, non essendo realizzato per uso personale, ma dovendo contenere il “resoconto” di quanto sta facendo il CPMA in un determinato ambito deve obbligatoriamente contenere (d’altra parte qualsiasi vero data base è fatto così) tutti i dati relativi all’attività svolta… e nel nostro caso: pedigree dei cani venduti, fatture di vendita, nominativi ed indirizzi dei pastori a cui sono stati venduti i cani, monitoraggio dei cani forniti,  valutazione del loro comportamento ecc. in modo che qualunque socio o studioso della materia possa, se lo vuole, accedervi ed ottenere tutte le informazioni che desidera.

Infine, un’altra fonte di perplessità è costituita dal fatto, a dir poco anomalo, che la metà degli 86 cani venduti sia stata fornita solo da due allevatori: Carbonara e Velino Sirente. Avvalersi di soli due allevatori per fornire un numero così rilevante di cani risulta per lo meno discutibile, sia per evidenti ragioni di opportunità, sia per l’elevata probabilità, peraltro non verificabile per mancanza dei pedigree, che questi cani siano, nei due allevamenti, più o meno tutti imparentati tra loro e quindi caratterizzati da una elevata consanguineità.

Resta poi il dubbio, già formulato in altri interventi, sull’utilità di collocare cuccioli non formati invece di soggetti adulti ed esperti. E resta il forte scetticismo sul fatto che, per giunta, questi cuccioli sono spesso di provenienza prettamente “cinofila”e non pastorale, sebbene allevati con 5 pecorelle “da compagnia”, perchè l’attitudine al lavoro, se non viene selezionata e verificata sul campo (nel nostro caso nei pascoli, e non nei box degli allevatori), alla fine si perde. Non siamo certo noi a dirlo, ma tutti i più seri ed accreditati studiosi della materia.

Una sola citazione, tra le molte possibili: “…Un grande contributo per lo studio della trasmissibilità del comportamento potrebbe arrivare dai cani da pastore…..ci sono razze che conducono in modo silenzioso a   testa   bassa,  altre  che  tengono  il  collo  alzato  e abbaiano……….ALCUNI,  COME  IL  PASTORE  TEDESCO, SEMBRANO AVER PERSO L’ISTINTO DI CONDUZIONE, SE NON IN ACUNE LINEE DI SANGUE SELEZIONATE PER LE PROVE DI SHEEPDOG” (D.Ferretti, Appunti di Genetica per cinofili, Crepaldi Editore,Rovigo 2013).

Meditiamo o, più propriamente, meditate.

 

Sandro ALLEMAND

Graziano BARBERINI