RIFLESSIONI SULLE RIFLESSIONI…..- Alessandro VALENTE

L’ottimo articolo che il Dott. Breber ha recentemente scritto per  Canes  Pastorales contiene indubbiamente delle verità, ma rileggendolo con attenzione ha suscitato in me un’idea che lentamente si è andata concretizzando sino al punto di convincermi del fatto che nell’articolo citato mancasse qualcosa.. .

Il Dott. Breber infatti  muove alla Cinofilia ufficiale le medesime contestazioni che in campo umano furono mosse alle teorie del Lombroso  cioè che, in sostanza, “l’abito non fa il monaco”. Gli standards di razza infatti si soffermano principalmente sugli aspetti esteriori e pretendono così di rapportare gli appartenenti alle varie razze a determinate funzioni.

Le contestazioni contenute nel citato articolo sono quindi vere esaminando soggetto per soggetto, perché sappiamo benissimo che mentre esistono ottimi Pastori Abruzzesi per la guardia al gregge, altri se ne allontanano con la coda tra le gambe alla prima difficoltà; pur apparendo morfologicamente identici, l’uno è adatto a svolgere la funzione cui è destinato, l’altro no.

E però…… consideriamo la questione sotto un aspetto più generale.

Prendiamo ad esempio le razze appartenenti al gruppo dei levrieri: tutte e tredici le razze, a prescindere da statura e mantello, presentano una struttura muscolo scheletrica assai simile e che indica una chiara predisposizione alla corsa, alla velocità ed all’agilità, tutte doti che deve avere un levriero.

Le numerosissime razze da caccia, sia da ferma che da seguita, si contraddistinguono invece per una costruzione più equilibrata ed adatta a minor velocità ma maggior resistenza oltre ad eccellenti doti di fiuto. Salvo rarissime eccezioni presentano orecchie cadenti ed i “continentali esteri” sono molto somiglianti tra di loro, escludendo forse l’epagneul breton.

Nell’uso militare e di pubblica sicurezza prevalgono invece cani di tipo lupoide, vedi pastore tedesco e pastore belga malinois.

Infine, tornando ai canes pastorales (da guardiania), togliendo alcune differenze di mantello legate spesso a condizioni climatiche e di altitudine, troviamo pressoché ovunque una tipologia medio grande con orecchie abbassate, andatura tranquilla ed una solida costruzione scheletrica, mentre i conduttori presentano sempre una taglia assai più contenuta ed un aspetto lupoide.

Tutto questo per dire che mentre all’interno di una tipologia morfologica un cane può non essere adatto alla funzione cui la sua razza è dedicata, proprio la tipologia morfologica cui appartiene ne dovrebbe indicare la funzione.

In altre parole l’appartenenza apparente ad una certa tipologia canina non sempre garantisce che il cane sia adatto alla funzione cui la sua razza è destinata, ma  senza la giusta tipologia morfologica il cane non può svolgere quella funzione….

E il cerchio si chiude!

Alessandro Valente