RICORDI DI UN PASSATO CINOFILO – Alessandro VALENTE

l’autore anni fa

Durante la mia vita precedente, nella quale ho praticato  per quaranta anni la cinofilia “sul campo”, ho avuto modo di apprendere il linguaggio ed i comportamenti del mondo canino approfondendo la conoscenza di alcune specifiche razze.

In generale mentre  il comportamento intraspecifico dei cani risponde a delle regole abbastanza rigide, le loro attitudini nel rapportarsi con l’Uomo si differenziano per gruppi di razze all’interno dei quali possono anche esistere sfumature diverse nel modo di agire , quando non addirittura comportamenti assai diversi.

Cito brevemente il caso dei cani da pastore, gruppo che comprende  i conduttori,  i custodi e … le vie di mezzo (ad esempio il nostro Bergamasco) e quello dei cani da caccia che invece comprende i cani da ferma, da seguìta, da tana, da riporto, da recupero della selvaggina ferita (augurandomi di non aver dimenticato altre specializzazioni…).

Nel gruppo dei Canes Pastorales  – i custodi – (al lavoro, non in esposizione!) si va da comportamenti  molto aggressivi  verso le persone estranee tipico dei cani dell’est (Caucaso, Asia Centrale, Ciarplanina, per citare solo i più conosciuti) a quello assai più tollerante dei cani dell’ovest ( Montagna dei Pirenei , detto anche Patou, Mastino dei Pirenei, Mastino Spagnolo, Pastore Abruzzese..).

La mia esperienza in questo settore si basa e si limita al mondo del Ciarplanina, ma la conoscenza fatta per motivi cinofili con Sloveni, Croati, Serbi e Macedoni  si mescola con quella per altri motivi attuale con Moldavi, Ucraini e Rumeni  ed ha contribuito a radicare in me la convinzione che i popoli dell’est abbiano  volontariamente  fissato e pubblicizzato certe caratteristiche di aggressività nelle loro razze.

guardia alla casa in Serbia

Nella ex Jugoslavia ho avuto modo di vedere moltissimi cani tenuti a catena “per incattivirli” e la forte aggressività verso l’Uomo di alcuni soggetti mi è stata mostrata con particolare orgoglio. A ciò si aggiunga il fatto che ho potuto assistere ad  alcune fasi di addestramento al morso sul figurante come se si trattasse di cani da difesa. In pratica un numero rilevante di Ciarplanina viene  lì utilizzato per la guardia alle case ed i cani erano (mi riferisco all’epoca dei miei viaggi 15/20 anni orsono)  quasi sempre legati a catena. La sensazione costante che ho avuto nelle mie esperienze nei Paesi dell’ex Jugoslavia  è che più il cane si mostrava  aggressivo più il suo padrone si sentiva  importante, rinforzando così l’immagine di una società umana anche per altri versi  ancora poco simile  a quella in cui viviamo noi occidentali.

Test del carattere in Serbia

Ho avuto anche il piacere di essere più volte ospite di uno dei più importanti allevatori francesi della citata razza: mi riferisco a Patrick Rouchon. Dei nostri ripetuti incontri in Francia ed in Italia conservo  ancora ottimi ricordi , oltre che di Patrick medesimo (nonostante la sua nazionalità…) . In questo caso invece i cani erano tenuti in ampi recinti e venivano  sempre trattati con tranquillità e rispetto ed il loro comportamento verso l’estraneo ne rispecchiava la serenità interiore, senza per questo togliere troppo alla funzione di guardiano cui la razza è votata.

 

Alessandro VALENTE