RENDERE OBBLIGATORIA LA RIPRODUZIONE SELEZIONATA: NON SAREBBE ORA? – Sandro ALLEMAND

Oggi la riproduzione del cane di razza può avvenire mediante “riproduzione selezionata o mediante “riproduzione ordinaria. Avremo il primo caso quando i genitori dei cuccioli sono “riproduttori selezionati”, mentre avremo il secondo quando non lo sono.

Un soggetto per diventare “riproduttore selezionato” deve essere esente dalle malattie ereditarie che caratterizzano la razza a cui appartiene, deve superare un test attitudinale / caratteriale e deve avere delle buone qualità morfologiche, certificate dall’ottenimento di una determinata qualifica
( generalmente eccellente o molto buono) in una esposizione di“bellezza”.
I cuccioli nati mediante riproduzione selezionata avranno un pedigree speciale. Esso, infatti,oltre alla geneaologia certifica la selezione dei riproduttori e viene rilasciato solo a cuccioli nati dagenitori controllati e iscritti al ROI (Registro Origini Italiano). Nella riproduzione ordinaria il pedigree rilasciato ai cuccioli documenta, invece, solo l’albero genealogico del soggetto e la sua appartenenza ad una determinata razza.
Una funzione molto importante della riproduzione selezionata, vista la situazione in cui si trovano moltissime razze, soprattutto le più comuni, è quella di porre un argine alla crescente diffusione delle malattie genetiche che tanti problemi hanno causato e continuano a causare al cane di razza, problemi dovuti troppo spesso al modo in cui si è selezionato e si continua a selezionare. Le patologie genetiche per le quali è previsto un controllo per diventare “riproduttore selezionato” nella  razza del Pastore maremmano-abruzzese sono la displasia dell’anca e quella del gomito, in quanto il “nostro” cane è ancora fondamentalmente esente da altre malattie genetiche che caratterizzano,
invece, altre razze. In molte razze abbiamo, infatti, malattie genetiche gravissime che condizionano in maniera fortemente negativa la vita dei cani che ne sono affetti e di conseguenza quella dei loro proprietari. Parliamo di problemi cardiaci e respiratori, di oculopatie, di sordità ecc.. Avere, pertanto, la garanzia che i genitori dei cuccioli che si vanno ad acquistare siano esenti da queste patologie è molto importante, perché questi cuccioli avranno molte più probabilità di nascere sani e l’acquirente di non ritrovarsi con cani che abbisognano di cure continue, di interventi chirurgici (asportazione dei tessuti molli che ostruiscono la gola in cani con musi super schiacciati, allargamento delle narici, asportazione della pelle in eccesso, ecc.). Cani, insomma, che spesso non riusciranno a vivere una vita dignitosa e renderanno al vita dei loro proprietari molto complicata.
Ma benché l’Enci, ormai da anni, abbia attivato la “riproduzione selezionata” ancora oggi è possibile, e largamente diffusa, la vendita di cuccioli che provengono da genitori nonselezionati.
In buona sostanza, ancora nel 2019 l’allevatore non ha nessun obbligo di sottoporre i propri riproduttori a controlli sanitari caratteriali/ attitudinali e morfologici.
Ed anche a cuccioli nati da genitori che magari possono essere portatori di gravissime malattie genetiche, che possono essere caratterialmente disturbati e morfologicamente impresentabili, viene, come detto, rilasciato
tranquillamente il pedigree.
Ma come è possibile? Perché l’Enci non rende obbligatoria la riproduzione selezionata? Perché ci sono tante resistenze a fare un cosa  utile per i cani e per i loro proprietari e che libererebbe il campo da tanti “canari” che smerciano cuccioli senza il minimo controllo?
Certo, inizialmente le iscrizioni ai libri genealogici diminuirebbero anche in maniera consistente, ed è lì, forse (?), il vero motivo delle resistenze, ma se quello che si vuole è il benessere del cane e il diritto di un appassionato ad avere un animale sano, non ci possono essere calcoli, compromessi ed esitazioni.
Finché l’Enci non renderà obbligatoria la riproduzione selezionata cosa si può fare?
Si può anticipare questa decisione dell’Ente verificando, prima di acquistare un cucciolo, se i suoi genitori sono riproduttori selezionati o meno, privilegiando, in questo modo, gli allevatori che hanno aderito pienamente al programma di riproduzione selezionata. Prima di procedere all’acquisto di un cucciolo è quindi indispensabile richiedere la documentazione che attesti che i suoi genitori sono “selezionati” e quella relativa ai controlli fatti su di loro per le patologie ereditarie.
Insomma, bisogna agire in modo da marginalizzare quegli “allevatori” che non forniscono alcuna documentazione, dichiarando, magari, che nel loro allevamento non si sono mai avuti problemi dovuti a patologie ereditarie o a problemi caratteriali e quant’altro, cosa davvero molto improbabile.
Sarebbe inoltre come minimo opportuno, per non dire indispensabile, che almeno coloro che dirigono una società specializzata, o che sono giudici/allevatori, diano il buon esempio, utilizzando in allevamento esclusivamente soggetti selezionati, escludendo severamente dalla riproduzione soggetti, magari con buona morfologia, ma che non possono diventare “riproduttori selezionati”, in quanto non in grado di superare, per esempio,neppure un semplice test caratteriale.
Ma questo accade? Guardatevi intorno e vedrete che molto spesso accade proprio il contrario….
Sandro ALLEMAND