RAZZE DA PROTEZIONE A CONFRONTO: il Cane da Pastore dell’Asia Centrale – Sandro ALLEMAND

Il Cane da Pastore dell’Asia Centrale è una delle razze canine più antiche. La sua origine sembra risalire ai tempi in cui le carovane attraversavano la Grande Via della Seta ed erano accompagnate proprio dai progenitori dell’Asia Centrale, i quali avevano il compito di difenderle dai predatori e dai malintenzionati.
Alla severa selezione naturale, dovuta sia all’ambiente in cui il cane si è evoluto, caratterizzato da un clima particolarmente rigido e da poche risorse alimentari a disposizione, sia al lavoro estremamente impegnativo a cui era sottoposto, si è affiancata la selezione effettuata dall’uomo. Il risultato di tutto questo è stata la creazione di una razza rusticissima, molto coraggiosa, infaticabile. L’Asia centrale, seppur presente in Russia, è diffuso, soprattutto, in Turkmenistan, Usbekistan, Tagikistan e Kirghistan, e cioè nelle repubbliche asiatiche dell’ ex Unione sovietica. Le sue qualità di guardiano eccezionale, dallo straordinario coraggio, sembra che non siano state ancora compromesse dalla selezione cinofila e ci auguriamo che ciò non avvenga mai.

Il cane da pastore dell’Asia centrale è un cane calmo, riflessivo, in apparenza, ma solo in apparenza, sonnolento. È molto equilibrato, dai nervi saldissimi, mai immotivatamente aggressivo, nemmeno nei confronti degli altri cani, e del tutto indifferente verso gli estranei inoffensivi. Anche se è un cane molto equilibrato sembra, però, poco adatto per svolgere il ruolo di difensore del gregge in zone dove viene diffusamente praticato l’escursionismo, essendo da millenni abituato a lavorare in spazi enormi dove la presenza umana è pressoché inesistente. In zone molto antropizzate sembra senz’altro più consigliabile affidarsi al nostro cane da pecora, più abituato alle persone e con un’aggressività più contenuta.

Quando lavora con il gregge il pastore dell’Asia centrale tende a  riposare durante il giorno e a rimanere in allerta di notte, come tutti i cani selezionati per difendere gli ovini dai predatori che, in genere, “colpiscono” di più dal tramonto in poi. Questo comportamento, l’Asia centrale lo ha mantenuto anche nella vita in “famiglia”, dove tende a dormire molto di giorno e a vigilare costantemente di notte.

L’Asia centrale, nonostante il suo aspetto austero, è più socievole e molto meno indipendente rispetto al nostro cane da pecora. Questa maggior socievolezza e questa minore indipendenza nei confronti dell’uomo sono conseguenza della sua storia e del modo in cui è si è evoluto. Il pastore dell’Asia centrale, infatti, è  vissuto sempre  a stretto contatto con il pastore, che praticando il nomadismo non abbandonava praticamente mai il gregge. I nostri pastori, invece, praticando un altro tipo di pastorizia, che potremmo definire “stanziale”, anche se caratterizzata da periodiche transumanze, lasciavano spesso il gregge alla sola custodia del cane che, anche per questo motivo, ha sviluppato una maggiore autonomia nei confronti dell’uomo e una maggiore capacità di agire di “testa sua”. Queste differenti caratteristiche delle due razze hanno comportato anche un modo diverso di contrastare i predatori. Mentre il pastore dell’Asia centrale, proprio per lo stretto rapporto che ha con il pastore, collabora sovente con lui nell’azione di dissuasione verso i selvatici, il nostro cane da pecora agisce con maggior indipendenza e quasi sempre senza l’intervento del pastore.

Anche nel modo in cui le due razze controllano il gregge si notano delle differenze importanti. Il “nostro” cane da pecora, anche di notte, rimane vicino al gregge, mentre i pastori dell’Asia centrale, proprio nelle ore notturne, pattugliano incessantemente il territorio attorno all’accampamento. Inoltre, mentre il nostro cane da pecora è sempre frammisto alle pecore, indice di grande affinità verso questi animali, l’Asia centrale tende, da quello che leggiamo, a ricercare spesso una posizione più distante dal gregge, tale da permettergli di controllare il territorio circostante. In genere si tratta di un luogo sopraelevato, dal quale può controllare gli animali al pascolo e più in generale il territorio. Questo diverso comportamento dell’Asia centrale è riconducibile  proprio alle sue origini e alla sua storia, in quanto a questi cani è sempre stato richiesto di difendere non solo il gregge, ma anche il padrone e la proprietà, a differenza del nostro cane da pecora che, invece, è stato selezionato “esclusivamente” per la difesa delle pecore. In definitiva, si potrebbe affermare che il pastore dell’Asia centrale sia portato, per  sua natura, a difendere tutto quello che si trova nel territorio che lui controlla: ovini, uomini, abitazioni, e che, proprio per questo motivo, non può essere considerato un cane da protezione del gregge nel senso stretto del termine.

L’Asia centrale nei paesi di origine conduce una vita molto dura. Finché è cucciolo, i pastori, per ovvie ragioni, gli prestano molta più attenzione e lo crescono, almeno in alcune zone dove l’Asia centrale è presente, con un pastone composto da acqua sale, farina e grasso di pecora. Quando è adulto, però, per sopravvivere, deve spesso procacciarsi il cibo da solo, cacciando soprattutto marmotte che abbondano in molti dei territori in cui è diffuso. L’Asia centrale, come il nostro cane da pecora, è molto gerarchico e lavora in branco. I branchi sono, in genere, composti da un numero di cani che varia da 3 a 9 maschi e da 2 a 4 femmine. Si dice che nei paesi d’origine i pastori facciano combattere i cani tra di loro, per valutarne le capacità nella lotta e per prepararli  ad affrontare i predatori. Non sappiamo, però, se questo sia vero o sia solo “letteratura”.

Prima di parlare dello standard del pastore dell’Asia Centrale è opportuno specificare che il concetto di razza, come è inteso nel mondo della cinofilia, non esiste tra i pastori, in quanto la selezione che essi operano è sempre rivolta alla funzione. Questo vale sia per il pastore dell’Asia centrale che per il nostro cane da pecora.
Il modo di selezionare del pastore è, infatti, completamente diverso da quello dell’allevatore cinofilo. Il primo, seleziona per avere cani che svolgano nel modo migliore il loro lavoro di guardiani; i secondi, per ottenere cani il più possibile corrispondenti ai dettami morfologici dello standard, ossia, in definitiva, per la bellezza. Al pastore quello che interessa realmente, non è, infatti, che il cane sia costruito perfettamente, che abbia il labbro tirato o che si muova in maniera leggiadra, ma che faccia bene il suo lavoro di difensore del gregge. Per questo, i cani da guardiania selezionati dai pastori e  i cani da “guardiania” selezionati dai cinofili appartengono a due mondi completamente diversi e mai e poi mai i cani di selezione cinofila potranno essere utilizzati con risultati soddisfacenti nella difesa delle greggi dai predatori.

A conferma di quanto detto, J.K. Gorelov, noto conoscitore della razza, a proposito dei pastori dell’Asia centrale adibiti al lavoro con il gregge, in un  articolo dal titolo “ Preservazione e sviluppo del pastore dell’Asia centrale” scrive: “I cosiddetti Pastori dell’Asia Centrale di selezione naturale sono piuttosto diversi tra loro per taglia, aspetto esteriore, tipo di pelo, colorazione del mantello, livello di aggressività e molti altri elementi distintivi. È perciò difficile classificarli come “razza”. Molti altri esperti condividono questo pensiero, che trova ulteriori conferme nel libro “I cani dell’Asia Centrale” di A.G. Labunskiy (casa editrice “Dnepropetrovsk”, 1994).

I cani dell’Asia centrale, cosiddetti “aborigeni”, ossia quelli che lavorano con le pecore nei loro luoghi di origine e che, sostanzialmente, non hanno subito modifiche rispetto ai loro progenitori, presentano una taglia non eccessiva, e di sicuro minore rispetto a quelli di selezione cinofila. Se non fosse così, non potrebbero adattarsi con successo ad un ambiente molto duro e a condizioni di vita a volte estreme. La ricerca nella razza di taglie sempre più grandi è tipica della cinofilia che insegue canoni “estetici” spesso in contrasto, o addirittura incompatibili, con la funzione stessa di una determinata razza.  Anche il nostro cane da pecora, checché se ne dica, non è mai stato di taglia eccessivamente grande,e  basta osservare i filmati e le foto d’epoca per rendersene facilmente conto. D’altra parte i nostri cani da pecora venivano e vengono nutriti prevalentemente con il siero che rimane dopo la produzione della ricotta, ossia con un prodotto molto “povero”, sicuramente non idoneo per la crescita di cani di taglia davvero grande.

 PRINCIPALI CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE DEL CANE DA PASTORE DELL’ASIA CENTRALE

Aspetto generale del cane

Il Cane da pastore dell’Asia Centrale è un molossoide ( al contrario del nostro cane da pecora che è un lupoide) di costruzione armoniosa, grande taglia, e moderata lunghezza (con un corpo né corto né lungo). Ha un corpo robusto, voluminoso, ma non con muscoli visibili. Il dimorfismo sessuale è ben definito. I maschi sono più massicci e coraggiosi delle femmine, con garrese più pronunciato e una testa più larga. La piena maturità è raggiunta all’età di 3 anni.

Proporzioni importanti:

La lunghezza del corpo è solo leggermente superiore all’altezza al garrese. Una più alta statura è desiderabile, ma l’insieme deve rimanere proporzionato.

La lunghezza totale della testa è proporzionata all’altezza al garrese.

La lunghezza del muso è inferiore alla metà della lunghezza della testa, ma più di 1 / 3.

La lunghezza dell’arto anteriore ( dal gomito al suolo) misura il 50-52% dell’altezza del garrese.

 Testa:  massiccia e in armonia con l’aspetto generale. Vista dall’alto e di lato la forma della testa si avvicina al rettangolo.

Caratteri  prioritari di  tipo del cane da pastore dell’Asia centrale:

  • Assi cranio- facciali: lo standard non li descrive, ma sembrerebbero per lo più paralleli.
  • Stop moderatamente definito
  • Formato grande:Il cane da pastore dell’Asia centrale è di grande taglia, potente, di forte costruzione, di forte ossatura e di muscolatura possente.
  • Andatura: ben bilanciata ed elastica. Trotto con libero allungo degli anteriori e potente spinta dai posteriori. In movimento la linea superiore rimane ferma. Tutte le articolazioni si devono piegare senza sforzo. Le angolazioni del posteriore sono più distinte in movimento che in stazione.

Caratteri particolari di tipo del cane da pastore dell’Asia centrale

Cranio: profondo. La fronte è piatta e la zona del cranio è piatta e lunga. L’occipite è ben definito ma difficilmente visibile a causa dei muscoli ben sviluppati. Le arcate sopraorbitali sono moderatamente  definite.

Orecchie: di media misura, di forma triangolare, spesse, inserite basse e pendenti. La parte più bassa della base dell’orecchio è al livello dell’occhio, o leggermente al di sotto. Il tradizionale taglio dell’orecchio  è tuttora praticato nel Paese di origine e nei Paesi dove la legge non lo proibisce.

Occhi: di media misura, con forma ovale, ben distanziati, che guardano diritto avanti a sé, e moderatamente infossati. Il colore va dal marrone scuro al nocciola. È preferito il colore più scuro. Le palpebre sono spesse e preferibilmente con la palpebra inferiore non troppo rilassata. La terza palpebra non deve essere visibile. Si preferiscono rime palpebrali completamente pigmentate. Qualunque sia il colore del mantello, le rime palpebrali devono essere nere. L’espressione è fiduciosa e dignitosa.

Muso: è tronco e di moderata lunghezza, quasi rettangolare se visto dal di sopra e dai lati e si restringe molto leggermente verso il tartufo. Il muso è voluminoso, profondo e ben pieno sotto gli occhi. La canna nasale è larga, diritta e talvolta leggermente discendente. Il mento è ben sviluppato

Tartufo: largo, ben sviluppato ma non sporgente dal contorno generale del muso. Il colore del tartufo è nero, ma nei cani dal colore bianco e fulvo il tartufo può essere più chiaro.

Labbra: spesse, col labbro superiore ben aderente all’inferiore che ricopre quando la bocca è chiusa. Preferita una completa pigmentazione nera.

Pelle: spessa, sufficientemente elastica e rilasciata per prevenire lesioni in caso di combattimenti con i predatori.

Mantello:

Pelo:

abbondante, diritto e ruvido con un sottopelo ben sviluppato. Il pelo sulla testa e sulla faccia anteriore degli arti è corto e fitto. Sul garrese è spesso più lungo. Il mantello esterno può essere corto o leggermente più lungo. Per quel che riguarda la lunghezza, può esserci: un pelo più corto ( 3 – 5 cm) che ricopre tutto il corpo; uno più lungo (7 – 10 cm) che forma una criniera sul collo, frange dietro gli orecchi e nella parte posteriore degli arti e sulla coda

Colore:

qualsiasi colore, tranne il blu genetico e il marrone genetico in ogni combinazione e sella nera su color fuoco.

 Altezza al garrese: Maschi, minimo 70 cm, Femmine, minimo 65 cm.
È desiderabile un taglia grande, ma l’insieme deve restare proporzionato.

Peso

Maschi minimo 50 kg

Femmine minimo 40 kg

 

 Sandro ALLEMAND