LA STORIA DEL CAMBIO DEL NOME: facciamo un po’ di chiarezza!-Sandro ALLEMAND

Ho letto una nota del Circolo del pastore maremmano abruzzese dal titolo “Sarà pastore abruzzese?”  dove, con toni enfatici e trionfalistici, viene ricostruito l’iter che ha portato alla richiesta inoltrata all’Enci per cambiare denominazione alla razza .

Da quanto si legge sembra che le deliberazioni consiliari e assembleari sul cambio del nome siano state la sofferta conclusione di un processo messo in piedi da anni e sostenuto con forza dal Cpma il cui Consiglio  Direttivo avrebbe da molto tempo considerato prioritario il cambio del nome e per questo avrebbe sostenuto uno sforzo indefesso, al fine di ridare all’Abruzzo quello che gli apparteneva di diritto.

 

Ma questa NON E’ LA VERITA’  e le cose  sono andate in maniera del tutto diversa.  

La proposta del cambio del nome è stata solo ed esclusivamente una iniziativa personale del sottoscritto    a  cui    il  Consiglio  Direttivo  del    Cpma  ha  aderito  senza     mostrare nessun   particolare  entusiasmo.

Un entusiasmo non manifestato nemmeno da alcuni componenti del Consiglio che, se non altro per intuibili motivi territoriali, avrebbero dovuto sostenere più convintamente la proposta.

E non basta: nell’inerzia del Consiglio, non solo la proposta del cambio del nome, ma anche tutto l’iter da seguire successivamente  fu indicato e suggerito dal sottoscritto al Consiglio del Cpma, tramite l’attuale Presidente…  e il Consiglio non fece altro che avallare l’iter definito da chi scrive.

Anche la relazione sottoposta all’approvazione dell’Assemblea del marzo 2017 sulle due ipotesi per il nuovo nome da dare al cane ( cane da pastore dell’Appennino o Cane da pastore abruzzese), emerse dalla Commissione istituita ad hoc, fu fatta dal sottoscritto, senza la partecipazione, l’aiuto e il contributo di alcun componente del consiglio direttivo.

Infine, anche la relazione a corredo della richiesta di modifica del nome del nostro cane presentata all’Enci,  fu elaborata dallo scrivente ed è ancora visibile sia nel sito del CPMA che nel blog Canes Pastorales.

Tutto questo non per rivendicare alcunché, ma semplicemente per ristabilire la VERITA’: l’iniziativa sul cambio del nome non è assolutamente scaturita né da singoli consiglieri né tantomeno dal consiglio direttivo del Cpma nel suo insieme che, per essere chiari, sull’argomento non ha mai manifestato alcun interesse, forse perchè impegnato in progetti ben più importanti e “produttivi”…

Nel frattempo il Circolo è stato investito da una crisi progressiva di identità , connessa  al modo in cui la dirigenza dell’Associazione ha svolto negli ultimi anni il proprio ruolo e alle scelte che ha operato per la “tutela” della razza sia dal punto di vista morfologico che funzionale. Questa crisi ha   determinato una “grande fuga” di appassionati, di allevatori storici e di giudici che, di fatto, ha creato il deserto intorno ai nove consiglieri .

È solo a questo punto ed è solo in questo momento che la dirigenza del Cpma si è tuffata a pesce nel sostenere  l’ipotesi del cambio del nome e  nella riscoperta di una “ABRUZZESITA” che lascia  perplessi ed appare evidentemente STRUMENTALE .

Qualcuno  deve  aver pensato, con tutta   probabilità,  che  visto  il  dissolvimento dell’orchestra bisognava trovare il modo per sostituire qualche suonatore…tanto alla lunga la musica non sarebbe cambiata….

 Anche il pressante invito a tesserarsi al Cpma,  per dare nuove armi per sollecitare la decisione di Enci e, successivamente di Fci ( Federazione Cinologica Internazionale)”, è solo un appello ad uso interno, finalizzato a ridare un po’ di fiato ad un Circolo in grave crisi di consenso e abbandonato da molti.

MA VERAMENTE QUALCUNO RITIENE VEROSIMILE CHE LE DECISIONI DELL’ENCI E DELLA FCI SIANO CONDIZIONATE DALLA PRESENZA DI QUALCHE DECINA DI TESSERATI IN PIU’, CHE AL MASSIMO RIUSCIRANNO SI E NO A COLMARE LE TANTE DEFEZIONI SUBITE NEGLI ULTIMI ANNI DAL CPMA? 

E poi, al di là della quantità degli iscritti, c’è la qualità dell’azione: perché un Circolo/Associazione specializzata funzioni ed abbia prestigio è indispensabile che coloro che ne fanno parte abbiano una visione comune sul ruolo del cane, sulla sua morfologia, sulla sua funzione e sul ruolo della cinofilia ufficiale (Enci),  altrimenti si creano le condizioni per una conflittualità permanente e logorante che non può che creare ulteriori problemi ad una  razza

E francamente la nostra, come ho sostenuto più volte, già di per sé non se la passa troppo bene…..

 

Sandro ALLEMAND