LA COMUNICAZIONE NON VERBALE NEL CANE: I “SEGNALI” PER EVITARE I CONFLITTI -Sandro ALLEMAND

 Il linguaggio non verbale è, come sappiamo, fondamentale nella comunicazione del cane. Osservando un cane in un determinato contesto, possiamo comprendere i segnali che egli lancia verso un altro cane, o verso di noi, valutandone la postura, le posizioni che assumono le varie parti del suo corpo  e la mimica facciale.

La comunicazione tra cani si sviluppa gradualmente. Inizia con segnali minimi e man mano diventa più evidente in base alle risposte che un cane riceve dall’altro. In ogni caso i segnali che un cane invia all’altro cane, o anche agli esseri umani, sono volti sempre ad evitare lo scontro.  Questo avviene perché il cane è un animale sociale, ossia portato per sua natura a vivere in gruppo. Il gruppo, o branco che dir si voglia, è una struttura sociale complessa dove vige una ben determinata gerarchia. Affinché la vita di gruppo funzioni è indispensabile che non si creino al suo interno frequenti situazioni di conflitto che ne possano minare l’efficienza. Pensiamo ai lupi, da cui il cane domestico deriva. Se un branco di lupi fosse lacerato da continui conflitti perderebbe l’armonia necessaria per cacciare con efficacia, per difendere il proprio territorio, per riprodursi… e in poco tempo si disgregherebbe. Per evitare scontri all’interno del gruppo i vari componenti adottano un sistema di comunicazione volto proprio ad evitare il più possibile i conflitti e a risolverli in maniera non cruenta, perché ciò è fondamentale per la sopravvivenza del gruppo stesso.

I segnali che il cane usa per evitare i conflitti sono i seguenti:

  1. Segnali volti a diminuire la distanza per ridurre al minimo una minaccia
  2. Segnali volti ad aumentare la distanza per evitare il contatto
  3. Segnali di sottomissione
  4. Segnali calmanti

 

SEGNALI VOLTI A DIMINUIRE LA DISTANZA

Quando il cane vuole comunicare intenzioni amichevoli assume posture che lo fanno sembrare più piccolo, in modo che l’ “altro” non lo consideri una minaccia. Altri messaggi con i quali il cane comunica che vuole interagire “pacificamente” con un altro cane o con l’uomo, sono: non guardare l’altro dritto negli occhi ( guardare dritto negli occhi è un atteggiamento di sfida), abbassare la testa, appiattire le orecchie, appiattire la parte posteriore del corpo, tenere la coda bassa, ma sufficientemente rilassata, muovendola da un lato all’altro. Anche ritrarre le labbra all’indietro, atteggiandole ad una specie di sorriso, e tenere gli occhi semichiusi sono messaggi “amichevoli”. Le posture e la mimica facciale descritte sono tutte volte non solo a scongiurare lo scontro fisico, ma a favorire l’interazione. Conoscere il significato di questi segnali è utile per capire quali sono le intenzioni di un cane in un determinato momento e in una determinata situazione. Quando ci avviciniamo ad un cane che non conosciamo, anche noi, per facilitare l’approccio,dobbiamo utilizzare i segnali tranquillizzanti che il cane utilizza. Dobbiamo perciò abbassarci e non fissarlo dritto negli occhi, in modo che lui capisca subito che non abbiamo cattive intenzioni.

Tra le posture “amichevoli”, l’invito al gioco è senz’altro il modo più evidente che il cane usa per mostrare il suo desiderio di socializzare con un altro cane o con un essere umano. Può iniziare il percorso giocoso offrendo la zampa. Se vede disponibilità nell’interlocutore prosegue nell’interazione  sollevando il posteriore (inchino) e distendendo le zampe anteriori.  Può arrivare, se l’interlocutore è “affidabile”, e partecipe al gioco, ad assumere  posture  che lo mettono alla mercé  dell’altro, quali sdraiarsi sulla pancia o addirittura mettersi a pancia all’aria.

 

SEGNALI VOLTI AD AUMENTARE LA DISTANZA

Quando il cane  invece vuole evitare ogni tipo di interazione con un suo simile o con un essere umano  cerca  di sembrare più grande e più minaccioso di quanto lo sia veramente.

All’inizio il cane, per sembrare più alto e più grande, alza il pelo sul collo e sul dorso, assume una postura rigida, sposta il peso del corpo sulle zampe davanti che nel contempo irrigidisce. Altri segnali tipici di un cane che rifiuta l’interazione sono: la bocca  leggermente aperta, le labbra tirate un po’ all’indietro in modo che si vedano i denti dell’arcata superiore, le orecchie tese e portate in avanti, la coda rigida e tenuta molto in alto o  arrotolata sul dorso e mossa a scatti brevi e nervosi.

Il cane adotta questa postura quando vuole segnalare ad un suo simile o ad un essere umano che non vuole entrare in contatto con lui e che per il momento sta sulla difensiva, ma che potrebbe anche decidere di attaccare. Tutto dipende dalla risposta che l’altro gli trasmette. A seconda della risposta egli interromperà la minaccia o la proseguirà fino all’aggressione.

Quando, pertanto, incontriamo un cane che ci si fa incontro con il corpo rigido e scoprendo i denti sappiamo che il segnale che ci invia è quello di stare lontano da lui. Nel caso, per evitare guai, per prima cosa ci dobbiamo fermare e mostrare le nostre intenzioni “pacifiche” adottando lo steso “linguaggio” che userebbe un cane per “pacificare” un altro cane. Così ci abbasseremo e non lo guarderemo negli occhi. I nostri segnali amichevoli potrebbero, però, non funzionare, e il cane  potrebbe proseguire nella sua minaccia, inviando segnali di pre- attacco, quali abbassare la testa a protezione del collo, la parte più vulnerabile in caso di scontro, abbassare la coda a protezione degli organi genitali, per poi rialzarla al momento dell’attacco, aprire bene gli occhi e dilatare le pupille, aprire la bocca, sollevare le labbra mettendo in mostra i denti. Se il cane fa questo, è meglio ritirarsi in buon ordine.

 

Altri messaggi con i quali i cani possono minacciare un’aggressione verso i loro simili sono caratterizzati da due posture molto eloquenti. Nella prima, il cane, posizionandosi a novanta gradi rispetto al corpo di un altro cane, appoggia il muso, e a volte la zampa anteriore, sul suo dorso. Nella seconda, prende in bocca il muso o la testa dell’altro, senza però stringere. Questi segnali sono tipici del cane dominante.

 

 LA SOTTOMISSIONE

In molte specie animali, gli adulti sottomessi adottano atteggiamenti infantili quando si sentono minacciati da un soggetto di rango superiore.  Sono atteggiamenti tipici del cucciolo,  che vengono utilizzati per  “calmare” il dominante. È come se il subordinato  dicesse al dominante: “ Non vedi che sono ancora un cucciolo? Mica vorrai farmi del male!”

Nei cani possiamo distinguere due forme di sottomissione: la sottomissione passiva e quella attiva.

Nella sottomissione passiva il soggetto più debole, di fronte all’atteggiamento aggressivo di un soggetto dominante, inizialmente si appiattisce, si acquatta, il più possibile, poi si mette a pancia all’aria, offrendo, in segno di sottomissione, la gola e la pancia al dominante, e nel contempo  schiacciando la coda  ventre. Il sottomesso può anche emettere un po’ di urina, proprio come fanno i cuccioli quando la madre li lecca per stimolarli a fare i bisogni. In questo modo il sottomesso tenta di placare l’aggressività del dominante cercando di ridestare in lui gli istinti ancestrali di paternità o di maternità.  Nella sottomissione attiva il cane subordinato che si avvicina al maschio dominante, o ad altri membri del branco di livello gerarchico superiore, adotta, ugualmente, comportamenti infantili. Non si mette, però, questa volta a pancia all’aria, ma lecca il muso del dominante, proprio come fanno i cuccioli per stimolare gli adulti a rigurgitare il cibo.
Per sembrare un “cucciolo”, il sottomesso si appiattisce, fin quasi ad accucciarsi, in modo da avere la testa molto più in basso rispetto al dominante, testa che poi la solleva lentamente verso di lui.

Attraverso questi “rituali”, il cane adulto sottomesso riesce a bloccare l’aggressività dei membri dominanti del suo branco e può interagire con loro.  

 

I SEGNALI CALMANTI

I segnali e le posture che i cani utilizzano per prevenire un atteggiamento aggressivo da parte di un loro simile, e per  segnalargli il desiderio di non entrare in conflitto, sono chiamati segnali calmanti e il loro utilizzo è fondamentale per mantenere gli equilibri su cui si basa la società canina.

I segnali calmanti sono, in sostanza, gesti di pacificazione che i cani adottano per calmare se stessi, quando sono stressati o a disagio, e per calmare gli altri, siano essi cani o esseri umani. Attraverso questi segnali un cane comunica all’“altro” che lui “viene in pace”, che non vuole conflitti, che vuole evitare lo scontro, e che si aspetta che l’ “altro” si comporti nella stessa maniera. Già studiati negli anni ’50, anche se chiamati con nomi diversi, questi segnali furono studiati approfonditamente e classificati per la prima volta negli anni ‘80 da una studiosa norvegese, Turid Rugaas che li chiamò per l’appunto calming signals (segnali calmanti). Dei numerosi segnali calmanti individuati  ve ne sono alcuni che il cane utilizza con maggior frequenza ed è in particolare su questi che bisogna prestare attenzione

Uno dei più classici segnali calmanti del cane è lo sbadiglio. Egli lo “utilizza” sia nell’interazione con i suoi simili, sia con l’uomo. Lo sbadiglio è per il cane un modo di liberarsi dello stress che gli provocano situazioni di imbarazzo o di difficoltà.  È un importante segnale calmante che il cane usa sia per tranquillizzare se stesso che per tranquillizzare gli “altri”, al punto che Turid Rugaas consigliava anche agli esseri umani di sbadigliare davanti ad un cane particolarmente nervoso o spaventato per calmarlo.

Un altro dei segnali “calmanti” tipici del cane è quello di “leccarsi il naso”. È uno dei segnali calmanti che il cane utilizza di più. Di fronte ad un suo simile che può rappresentare una minaccia,  il cane  si lecca velocemente il naso, segnalando, in questo modo, all’altro che non vuole entrare in conflitto. Anche di fronte a taluni nostri comportamenti che lo mettono a disagio: abbracci e carezze esagerati, invasione del loro spazio, ecc. il cane si lecca il naso.

Un altro segnale calmante che il cane usa abbastanza di frequente lo possiamo osservare quando andiamo a spasso con lui e incontriamo un altro cane. Può succedere che il nostro cane, all’avvicinarsi dell’altro, giri la testa di lato per un attimo volendo in questo modo calmare il cane da cui si sente “minacciato”. Girando la testa il cane necessariamente distoglie lo sguardo dagli occhi dell’altro che gli è avvicinato e  in questo modo lancia un segnale di pacificazione, perché per i cani fissarsi negli occhi, stando l’uno di fronte all’altro, è un chiaro messaggio di sfida. I cani utilizzano questo movimento della testa anche con gli esseri umani quando gli si avvicinano troppo mettendoli in “imbarazzo”. In alcuni casi il cane non gira soltanto la testa, ma si mette di lato con tutto il corpo, segnalando all’altro che non vuole assolutamente scontrarsi con lui. Pertanto, girare la testa e il corpo di lato sono segnali calmanti. Conoscendo il significato calmante di questo segnale lo possiamo utilizzare anche noi umani quando incontriamo un cane che non ci conosce. Dobbiamo, pertanto, evitare l’approccio frontale ed utilizzare quello laterale.

Anche quando si siede o si sdraia davanti ad un altro cane, il cane  comunica un messaggio calmante, perché restando fermo comunica all’altro che non vuole prendere alcuna iniziativa. Come d’altra parte ha un effetto calmante rallentare i movimenti quando c’è troppa eccitazione.

 

Un altro segnale calmante che il cane usa è quello di socchiudere gli occhi e sbattere le palpebre, per evitare lo sguardo dell’altro che potrebbe percepire il suo come una minaccia. È buona norma, anche da parte nostra, utilizzare questo segnale calmante evitando di guardare fisso negli occhi sia un cane “aggressivo” che potrebbe percepire il nostro sguardo come una “sfida”, sia un cane timoroso che potrebbe “ impaurirsi” se noi lo guardassimo fisso negli occhi.

 

Non vi è mai capitato di  vedere due cani che si incontrano far finta di non vedersi e mettersi ad annusare il terreno? Anche l’annusare per terra è un segnale calmante. I due, per non entrare in conflitto, formalmente si ignorano, anche se, senza darlo a vedere, si controllano a vicenda. In sostanza, per allentare la tensione, si concentrano entrambi su un odore.

 

Quando due cani si incontrano, si avvicinano, generalmente, descrivendo un ampio semicerchio per poi accostarsi lateralmente, mostrando l’uno il fianco all’altro. Non si avvicinano mai frontalmente, perché l’avvicinamento frontale assumerebbe il significato di sfida e potrebbe portare ad uno scontro. Pertanto l’avvicinarsi lateralmente, con una traiettoria curva, è un altro tipico segnale calmante  adottato dal cane.

Anche il grattarsi e lo scrollarsi sono classici segnali calmanti. Quando un cane si gratta senza un motivo reale ( prurito, pulci, ecc.) o si scrolla, senza necessità, ossia senza essere bagnato, lo fa per allentare la tensione. Spesso due cani dopo aver giocato a lungo e in maniera turbolenta per calmarsi si fermano uno accanto all’altro, si scrollano e poi tornano di nuovo a giocare.

A volte si può notare che quando due cani si fronteggiano con intensioni poco amichevoli, un altro cane si mette in mezzo per scongiurare un possibile scontro. Il cane fa questo anche quando due esseri umani discutono animatamente. Pertanto anche il “mettersi in mezzo” è un segnale calmante che il cane adotta di frequente.  Quando il cane si mette in mezzo mentre i padroni si abbracciano, spesso si crede che lo faccia per gelosia, mentre lo fa per “pacificarli”, perché pensa che i due  stiano “litigando”. L’abbraccio, nel “linguaggio” canino, è, infatti, una manifestazione di affetto che non rientra nei suoi canoni comportamentali e che pertanto non è in grado di decifrare.

In definita, è importante guardare il cane con occhi diversi. Non limitarci ad una osservazione superficiale, ma prestare molta attenzione ai segnali che lui ci manda e che manda ai suoi simili. Solo così potremmo imparare a conoscerlo meglio e a interagire correttamente con lui.

Sandro ALLEMAND