IL PUMETTO dei PASTORI – Paolo BREBER

sibillini umbri -1998

Che fine ha fatto il pumetto dei pastori?

Quel piccolo volpino fulvo che si accompagnava ai greggi al fianco dei grossi mastini non si vede più.

Eppure è anche lui a pieno titolo un “canis pastoralis”.

Perfettamente integrato nella sociologia del gregge, adempiva una funzione preziosa: quella di primo allarme. I mastini, sicuri di se, spesso durante il giorno dormono distratti nell’erba. Chi invece è sempre all’erta è il pumetto, pronto a destare tutti al più lieve sospetto. Dall’indole nervosa e sospettosa, accentuata dalla sua vulnerabilità in mezzo a tanti giganti, è sempre il primo ad accorgersi se c’è qualcosa di insolito.

 

Una sua caratteristica è di avere un’ottima vista, cosa rara nei cani dove in genere ci si affida all’olfatto. In passato poteva accadere, quando c’era più professionalità nei nostri pastori, che il pumetto venisse addestrato per fare da toccatore.

sibillini umbri – 1998

 

Il manto è rossiccio e lungo, ma non lunghissimo che gli sarebbe d’impaccio in campagna. La taglia è piccola ma non nana. La testa è, appunto, “volpina”. Le orecchie sono a punta, piccole, portate ravvicinate e ben verticali. Il cranio non ha nulla della bombatura e degli occhi tondi e sporgenti dei volpini di città. Purtroppo sono spesso meticciati con le tante piccole razze in circolazione.

Nell’accampamento dei pastori, dove possono esserci derrate alimentari, galline, ecc. il pumetto tiene lontano i topi. Gli uomini gli accordano un trattamento più personale rispetto ai mastini, dandogli a mano qualche boccone in più rispetto a quello che riesce a trovare nel truogolo di siero e crusca.

rocca di mezzo(aq) 2018

 

Con i mastini vige normalmente una perfetta convivenza che però s’incrina quando c’è qualche femmina in calore. Il problema è che il pumetto avrebbe delle pretese verso la mastina che a volte ha un debole per questo piccolo dongiovanni. Ma in queste circostanze i cani non ragionano più e una zannata del mastino titolare dello ius primae noctis può mettere fine al volpino troppo insolente e velleitario.

Dedichiamo qualche attenzione al pumetto dei pastori ma evitiamo in tutti i modi di farne la vittima di un rimaneggiamento “estetico”, che la leziosità compulsiva di certa cinofilia ne farebbe in breve un pelouche

presepe napoletano

animato.

Lasciamo pure questo pumetto rustico allo status di “non-razza”.

 

Paolo BREBER