IL CONTE E IL CANE DA PECORA…nel 1912 – Graziano Barberini

Nel lontano 1973 don Tommaso Corsini scriveva nel n. 6 de ” I nostri cani”:

“...molto spesso le vergherie transumanti sia di maggio che di ottobre cedevano cuccioli lungo il viaggio e quindi un buon numero di cani da pastore adornavano e difendevano le pertinenze e i giardini di ville e fattorie della Toscana e dell’Umbria…”

Queste parole mi son ritornate in mente allorchè, spinto da una ricerca di tutt’altro genere, mi sono per puro caso imbattuto in una bella immagine del 1912 che ritrae il conte Giancarlo Conestabile della Staffa, fotografato alla guida della sua vettura De Dion Bouton addirittura…con una cane da pecora!!!

In quei tempi, come noto, il Pastore Tedesco doveva ancora diffondersi, ed il cane bianco dell’appennino, oggi chiamato Pastore Maremmano-Abruzzese, era l’abituale guardiano di nobili residenze e di prestigiose magioni.

Si sa che i marchesi Chigi Saracini avevano questi cani nella loro villa di Castelnuovo Berardenga, in quel di Siena, e che fu grazie al dono di Drago nel 1931 e di Selva nel 1935 che la signora Robertson potè avere nel 1936 la prima cucciolata di pastori maremmani-abruzzesi nata in Inghilterra.

Ben noto è il ruolo avuto dalle nobili famiglie toscane dei Corsini e dei Giuntini Antinori.

Evidentemente, il cane da pecora era profondamente amato anche dai Conestabile della Staffa, antica famiglia della nobiltà perugina. Il conte Giancarlo era nipote di un altro Giancarlo, che fu un grande archeologo ed etruscologo, amico di Mommsen e di Lepsius, e figlio di Francesco, agronomo illuminato che promosse la bonifica delle terre del Trasimeno e anche lui appassionato automobilista che, nei primi del novecento, pensò di prendere la patente addirittura a ….Parigi.

Ma dopo queste chiacchiere, guardiamoci la foto di 107 anni or sono, quando ad andare in automobile erano veramente in pochi tra gi uomini e, sicuramente, ancora in meno tra i cani!

Graziano Barberini