IL CARATTERE DEL “CANE DA PECORA” (cane pastore custode) – A. Valente


Diversi anni or sono (ahimé!) quando ancora mi occupavo di addestramento cani da difesa, ebbi occasione di scambiare alcune opinioni con un collega professionista del settore che aveva nella propria scuola un paio di Montagna dei Pirenei. Si trattava di un addestratore assai preparato ma, come la maggior parte degli operatori del settore, la cui formazione derivava da consolidate tecniche di addestramento formatesi ed evolutesi sulle classiche razze utilizzate per le prove di lavoro per cani da difesa (Pastore Tedesco, Belga, Boxer, Riesenschnauzer, ecc.). Le caratteristiche di tutte queste razze che si manifestano durante l’addestramento sono  principalmente le seguenti:

 

  • Attaccamento “morboso” al padrone/conduttore
  • Obbedienza immediata ai comandi ricevuti
  • Forte presenza dell’istinto predatorio
  • Nessuna esitazione “interpretativa” di fronte alla minaccia
  • Nessun timore dello scontro fisico con l’avversario (il figurante).

 

Ovviamente il poveretto si lamentava di non riuscire ad ottenere risultati con i due cani sopra citati, addebitando loro una certa stupidità….

Ho scritto tutto questo affinché già da queste poche righe coloro che le leggeranno possano dedurre quanto quell’uomo fosse lontano dalla verità.

Il cane da pecora infatti deve possedere qualità caratteriali che appaiono proprio come l’opposto di quanto si richiede ai cani da difesa e precisamente:

 

  • Il rapporto con il padrone viene inteso come reciproco rispetto e l’uomo viene festeggiato con uno scodinzolìo a volte appena accennato al suo ritorno al gregge o al momento della somministrazione del pasto;
  • Al richiamo del padrone non sempre il cane risponde, né risulterà mai ben disposto ad obbedire ad un comando secco come il “terra” o “siedi”, anzi nel caso vogliate tentare di insegnarglielo preferirà allontanarsi di qualche passo ed andare a sdraiarsi mollemente dove lui preferisce;
  • Assoluta assenza dell’istinto predatorio nei confronti del gregge esteso quasi sempre a tutte le altre specie domestiche come galline, capre, asini ecc.;
  • All’approssimarsi al gregge custodito di “novità” di qualunque tipo, come persone estranee, automobili, possibili predatori di diverse dimensioni, il cane da pecora effettua sempre una preventiva valutazione sulla distanza e la eventuale pericolosità dell’evento prima di intervenire: soprattutto la zona di rispetto appare fondamentale in quanto il cane da pecora che ha comunque già sotto controllo la “novità” non interviene se non viene violata la sua zona di rispetto;
  • A modello dei suoi avversari selvatici (soprattutto il lupo), lo scontro fisico viene per quanto possibile evitato cercando prioritariamente di agire con un intervento dissuasivo. Si può ritenere che la motivazione di questo comportamento derivi atavicamente dal medesimo esercitato dal predatore per il quale infatti eventuali ferite conseguenti alla lotta ne limiterebbero la possibilità di procacciarsi cibo conducendolo a morte.

 

Alessandro Valente

 

nelle foto un “giovane” Alessandro Valente in varie fasi di addestramento con Schnauzer, Malinois e Pastore Tedesco