IDEE PER UN’ALTRA CINOFILIA – Alessandro VALENTE

L’attività statutaria del nostro Ente Nazionale della Cinofilia è quella di  tutelare le razze canine riconosciute pure, migliorandone ed incrementandone l’allevamento, nonché disciplinandone e favorendone l’impiego e la valorizzazione ai fini zootecnici, oltre che sportivi (Art.2).

Tale attività viene svolta sia con la conservazione e l’aggiornamento dei Libri Genealogici, sia con l’ organizzazione ed il patrocinio diretto o tramite Delegazioni, Gruppi Cinofili e Società Specializzate di tutta una serie di manifestazioni quali prove di lavoro specifiche e, soprattutto, esposizioni.

Come è noto a chiunque frequenti l’ambiente cinofilo l’attività dell’ENCI appare sbilanciata a favore delle esposizioni: da un lato la partecipazione dei cinofili è assai più semplice in quanto occorre soltanto la presentazione del cane nel ring, da un altro lato le esposizioni medesime muovono discreti interessi economici. Tuttavia questa situazione nuoce in una certa misura alla valorizzazione zootecnica dei cani perché per la maggior parte delle razze si esaltano le apparenze esteriori senza che vi sia un bilanciamento valutativo delle attitudini alle specifiche funzioni.

In verità per alcune razze esiste una valutazione dei soggetti collegata alla funzione: ad esempio per il Pastore Maremmano (ancora) – Abruzzese è previsto il TMC ( alla cui stesura della bozza originale – 2002 –  mi vanto di aver contribuito, come pure dell’invio di proposte integrative del medesimo TMC – 2014 – al Comitato Direttivo del CPMA..), ma per la maggioranza delle razze  non esiste alcun criterio di valutazione della loro attitudine alla funzione richiesta.

E allora perché non istituire delle semplici Verifiche Attitudinali, le più semplici delle quali potrebbero essere svolte anche durante le esposizioni?

Per spiegare meglio la proposta ecco alcuni esempi: Tutti i cani appartenenti alle razze da compagnia devono presentarsi con carattere festoso e lasciarsi accarezzare con piacere dagli estranei (Verifica Attitudinale in esposizione); tutti i cani appartenenti alle razze da guardia devono mostrarsi diffidenti verso l’estraneo anche se innocuo, senza manifestare timore ma controllandone i movimenti (Verifica Attitudinale in esposizione)… . Ovviamente per le razze da caccia occorre la Verifica Attitudinale sul campo, semplificando il vecchio C.Q.L. (Certificato Qualità Naturali) nel caso ancora esista, mentre per le razze da difesa si potrebbe semplificare il C.A.L. 1 (Certificato Attitudine al Lavoro), ecc.. Tutto questo senza eliminare i vari test già esistenti per accedere alle classi lavoro, ma in aggiunta e solo per verificare che il tale cane è ancora geneticamente adatto a svolgere una determinata funzione.

Questo tipo di verifiche dovrebbe essere il più semplice possibile per favorire la massima partecipazione dei proprietari anche non allevatori, magari rendendolo obbligatorio per i soggetti che dovranno riprodursi. La presente proposta andrebbe  comunque  esaminata e sviluppata da esperti delle varie razze per essere calibrata sulle rispettive caratteristiche necessarie allo svolgimento della funzione che i cani sono chiamati a svolgere.

Alessandro VALENTE