I PASTORI di G.D’ANNUNZIO (da Alcyone) – Alessandro VALENTE

Canes Pastorales ha certamente tra le sue finalità il ricordo e la descrizione della vita pastorale non solo per quanto riguarda il cane da pecora ma anche relativamente agli uomini che l’hanno vissuta e a coloro che l’hanno descritta.

Tra questi  un pensiero indelebile va a Gabriele D’Annunzio (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938), scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista e patriota italiano, che descrisse con questi  versi stupendi la transumanza dalle montagne dell’Abruzzo alle spiagge dell’Adriatico

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I Pastori

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti.

Han bevuto profondamente ai fonti

alpestri, che sapor d’acqua natia

rimanga né cuori esuli a conforto,

che lungo illuda la lor sete in via.

Rinnovato hanno verga d’avellano.

E vanno pel tratturo antico al piano,

quasi per un erbal fiume silente,

su le vestigia degli antichi padri.

O voce di colui che primamente

conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina

La greggia. Senza mutamento è l’aria.

Il sole imbionda sì la viva lana

che quasi dalla sabbia non divaria.

Isciacquio, calpestio, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

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Parole e immagini indimenticabili!

 

Alessandro VALENTE