…E DORMO TRA LE PECURE E LI CANI :canto dei pastori transumanti della Valnerina

Un canto di protesta, nato tra i pastori che transumavano tra l’appennino umbro e la campagna romana e la maremma laziale.

Un canto duro, che denuncia amaramente una condizione di subalternità nel cui rifiuto si coglie l’avanzare delle idee di giustizia sociale, proprie del primo novecento.

Un pezzo della nostra storia, da guardare con rispetto,  comunque la si pensi.

E prima di canta’ chiedo permesso

E prima di canta’ chiedo permesso
se in questo lòco se ci può cantare
se in questo lòco se ci può cantare

dormo tra le pecure e li cani
pe’ fa’ magna’ l’agnelli a ‘sti padroni
pe’ fa’ magna’ l’agnelli a ‘sti padroni

e li padroni a so’ tanto gentile
come la scorza lo mese d’aprile
come la scorza lo mese d’aprile

se magnano la carne li padroni
e a noi ci danno l’ossa come cani
e a noi ci danno l’ossa come cani

vònno li meglio frutti di stagione
e vònno lu cappone anche a Natale
e vònno lu cappone anche a Natale

vònno li nostri figli a fa’ il garzone
e perché i loro faccia’ il professore
e perché i loro faccia’ il professore

i figli ‘e i lavoratori più intelligenti
ecco perché loro non so’ contenti
ecco perché loro non so’ contenti

speriamo finirà questa cuccagna
e se non si lavora non si magna
e se non si lavora non si magna

e quando la cambieremo quest’usanza
allora tornerà la fratellanza
allora tornerà la fratellanza.