CUCCIOLI: COME CRESCERLI BENE – Sandro ALLEMAND

Il primo desiderio di chi adotta o acquista un cucciolo è che esso sia equilibrato e di buon carattere.   

Affinché i cuccioli siano il più possibile equilibrati e di buon carattere è indispensabile che nascano da genitori privi di qualsiasi carenza caratteriale e che anche i loro nonni, i loro bisnonni, ecc.,  abbiano, o abbiano avuto, un eccellente carattere. In caso contrario, vi sono “ottime” probabilità che i cuccioli ereditino gli squilibri caratteriali degli ascendenti, perché il carattere ha una ereditabilità molto alta. Fatta questa premessa indispensabile vediamo cosa si può fare per favorire un corretto sviluppo psichico del cucciolo.

Per prima cosa bisogna tenere presente che sull’equilibrio psichico dei futuri cuccioli influisce in maniera importante il modo in cui il “padrone/allevatore” si è relazionato con la loro madre durante la gravidanza. Il feto, infatti, è in grado di assorbire ogni sorta di stimolo che gli viene dalla madre e dal mondo esterno. I cuccioli che nella pancia della mamma hanno subito stimoli negativi avranno di sicuro molti più problemi psichici e comportamentali rispetto a quelli che avranno, invece, ricevuto stimoli positivi. Pertanto è indispensabile seguire la cagna in gravidanza con molta attenzione, evitando nella maniera più assoluta di stressarla,  cercando  di passare tanto tempo con lei,  accarezzandola molto, soprattutto sulla pancia.  

 L’EVOLUZIONE DEL CUCCIOLO

Un cucciolo non deve mai essere tolto dalla mamma prima dei sessanta giorni di vita, perché  ha bisogno di  interagire almeno per questo arco di tempo con la madre e con i fratelli al fine di poter recepire gli insegnamenti, le informazioni, le regole che gli saranno indispensabili per il suo corretto sviluppo psichico. Molti dei disturbi comportamentali di un cane adulto dipendono da problemi sorti proprio nei suoi primi mesi di vita.

Se un cucciolo viene separato dalla madre e dai suoi fratelli troppo presto, cioè prima dei sessanta giorni ( prima lo si fa e peggio è) da adulto potrebbe diventare un individuo  iperattivo o ipersensibile e manifestare comportamenti timorosi o aggressivi verso gli altri cani. Alcune ricorrenti comportamenti del cucciolo, quali mordere di continuo le mani e i vestiti del padrone e dei suoi famigliari, distruggere tutto quello che è alla portata della sua bocca, guaire in continuazione, muoversi senza posa, non riuscire a rimanere da solo neanche per poco tempo, sono senz’altro riconducibili alla sua precoce separazione dalla “famiglia” di origine. Se il cucciolo, poi, non permette a nessuno di levargli qualcosa dalla bocca, di avvicinarsi alla sua ciotola quando mangia o non si sottomette di fronte ad un cane adulto, significa che non ha potuto apprendere dalla madre, proprio perche tolto da lei troppo presto, le regole gerarchiche necessarie per una convivenza “pacifica”.

Le prime settimane di vita di un cucciolo, studiate approfonditamente da John Paul Scott, sono fondamentali per il suo corretto sviluppo psicofisico. Dalla nascita alla seconda settimana di vita il cucciolo è cieco e sordo, ma è comunque in grado, fin da subito, di trovare, strisciando sul ventre, il capezzolo della madre. In questo periodo può fare la cacca e la pipì solo se la madre lo stimola leccandogli la pancia, azione che la cagna compie soprattutto quando il cucciolo mangia. Durante questi primi giorni di vita il cucciolo dorme tantissimo, fino a circa il 90% del tempo. Non riuscendo ancora a mantenere invariata la propria temperatura corporea al variare di quella esterna, ossia a termoregolarsi, per restare caldo deve necessariamente “accucciarsi” fra i fratelli e stare a stretto contatto con la madre.

Durante queste prime due settimane di vita è molto importante accarezzare delicatamente i cuccioli in modo che attraverso il tatto comincino a “conoscere” gli esseri umani.  È bene farlo, in particolare, quando stanno succhiando il latte, in maniera che associno il contatto con l’uomo ad un evento positivo e gratificante.

È molto interessante ed utile sapere che mentre la cagna si lega indissolubilmente ai suoi cuccioli già entro le prime 48 ore dalla loro nascita, perché se non lo facesse i cuccioli morirebbero, loro si affezionano alla madre soltanto intorno alle due settimane di vita, per cui fino ad allora, in caso di impossibilità da parte della madre di allattarli, essi possono essere affidati, senza che subiscano alcuno stress, ad un’altra cagna che allatta.

All’inizio della terza settimana, generalmente i cuccioli aprono gli occhi e cominciano a “intravedere” la luce, mentre alla fine della terza settimana iniziano a sentire i rumori.  La loro vista migliorerà progressivamente per diventare “ottimale” verso il secondo mese di vita. Il cucciolo, in questo periodo, dorme di meno rispetto alle settimane precedenti, comincia a ringhiare, ad emettere dei piccoli abbai, a muovere la coda, a leccare, a masticare e a fare i  “bisogni” senza più l’aiuto della madre. Inizia, inoltre, seppur faticosamente, a muoversi appoggiandosi su tutti e quattro gli arti e non ha più bisogno di stare sempre “accucciato” fra i fratelli o la madre, in quanto riesce a termoregolarsi. In questo periodo inizia anche a “giocare” con i fratelli. Il gioco è fondamentale per una corretta formazione psico – comportamentale del cucciolo , che proprio attraverso il gioco forma il suo carattere e stabilisce le prime gerarchie.

Il cucciolo oltre al tatto adesso possiede anche la vista, l’udito e l’olfatto ed è perciò capace di avvertire moltissimi stimoli che condizioneranno lo sviluppo del suo sistema nervoso.
Anche nella terza settimana di vita il cucciolo, che adesso è più attivo e sensibile, deve essere ugualmente accarezzato più volte. Alla fine della terza settimana può gradualmente iniziare a nutrirsi da solo, soprattutto se la mamma non ha più molto latte, chiaramente con del cibo adeguato alla sua età.

Estremamente importante per il futuro del cucciolo è il periodo che va dalla quarta alla dodicesima settimana, il cosiddetto “periodo di socializzazione”. In questo lasso di tempo, infatti, egli ha una grande capacità di apprendere ed è estremamente sensibile a quegli stimoli esterni che lo segneranno per tutta la vita. Ormai i suoi sensi sono sviluppati e questo lo spinge a curiosare, a conoscere l’ambiente che lo circonda. È poi proprio in questo periodo che inizia la sua socializzazione con esseri viventi diversi dalla sua specie. Per questo, il nostro cane da pecora, in queste settimane, a decorrere dalla quarta, deve essere assolutamente socializzato con gli ovini, in quanto le prime settimane di imprinting sono essenziali. Se non lo si farà il cucciolo non potrà più istaurare un rapporto profondo con le pecore, rapporto indispensabile perché possa diventare un buon cane da protezione. In ogni caso qualsiasi cucciolo, a prescindere dal suo “lavoro” futuro, dovrà essere correttamente socializzato con gli esseri viventi di specie diversa che potrà incontrare nella sua vita, in primis con l’uomo, e poi con gli altri animali (gatti, galline, cavalli ecc.). Dovrà, inoltre, gradualmente abituarsi ai rumori e dovrà imparare a conoscere il maggior numero possibile di “oggetti”, in modo che in futuro non abbia paura né degli uni né degli altri.

Molto significativo in questo periodo è il ruolo di “maestra” che svolge sua madre, insegnandogli il corretto modo di relazionarsi con lei e con i suoi fratelli. Sarà la mamma, infatti, ad insegnare al cucciolo a controllarsi e a calmarsi quando è troppo irruente e aggressivo verso i suoi fratelli. Lo farà ringhiandogli e se necessario bloccandolo con la zampa.  Questo “insegnamento ” gli sarà indispensabile nella vita da adulto.

Già alla settima settimana il cucciolo impara ad imitare sia la madre che i fratelli. Capisce che non deve disturbare la madre quando mangia, non avvicinandosi troppo al suo “piatto; impara le regole di una corretta gerarchia, sottomettendosi quando è necessario. Apprende, poi, tutta una serie di segnali atta a ridurre i conflitti e, soprattutto, a controllare il morso. Sarà sempre la madre ad insegnarglielo, “riprendendolo” energicamente quando con i denti fa male a lei  o agli altri cuccioli. Questo importante insegnamento lo renderà un cane adulto consapevole della pericolosità del suo morso e della necessità di controllarlo. Da quanto detto si evince il ruolo fondamentale che ha la madre per una corretta crescita psichica e comportamentale del cucciolo e che è pertanto NECESSARIO e OBBLIGATORIO  far riprodurre soltanto cagne altamente equilibrate e di ottimo carattere.  

Dopo i sessanta giorni il cucciolo, che ha ormai acquisito una lunga serie di informazioni, che ha imparato le regole, che ha fatto tante esperienze, può lasciare la mamma e i fratelli per “trasferirsi” in una famiglia umana. Fino alla sedicesima settimana, momento in cui termina la fase di imprinting, iniziata, come detto, intorno alla quarta settimana, il cucciolo potrà ancora fare e memorizzare tantissime altre esperienze. Tutto quello che apprenderà in questo periodo, sia attraverso i vari stimoli a cui verrà sottoposto, sia attraverso le relazioni che costruirà, gli rimarrà per sempre nella memoria e condizionerà tutti i suoi futuri comportamenti. Dopo la sedicesima settimana queste possibilità di apprendimento si chiudono irreversibilmente.  

 ALCUNI CONSIGLI  PRATICI PER VIVERE BENE CON UN CUCCIOLO

L’arrivo in casa

Quando il cucciolo arriva in casa è necessario fargli capire, fin da subito, quali sono i suoi spazi. È opportuno, soprattutto i primi giorni, evitare il più possibile di lasciarlo solo e nel contempo abituarlo, progressivamente, ai rumori nuovi e a interagire con tutto quello che trova nel nuovo ambiente: oggetti, persone,e quant’altro. È importante poi giocare con lui, perché attraverso il gioco il cucciolo apprende mote cose. Affinché sviluppi comportamenti corretti è indispensabile abituarlo ad essere manipolato, per cui bisogna accarezzarlo, toccarlo dappertutto e, a volte,  impedirgli, anche se con dolcezza e per pochi momenti, di muoversi.

Come insegnare al cucciolo a fare i bisogni fuori casa

Soprattutto prima dei quattro mesi, età in cui comincerà ad imparare a trattenere i bisogni, il cucciolo spesso sporcherà in casa. Il cucciolo che sporca in casa non va rimproverato o addirittura picchiato, perché non serve a nulla, anzi è controproducente. Bisogna invece avere la pazienza di insegnargli a fare i suoi bisogni dove vogliamo noi.  Quando ci accorgiamo che sta per fare, o sta già facendo, la cacca o la pipì bisogna, perciò, prenderlo in braccio e portalo dove vogliamo che “sporchi” ( terrazzo, giardino, strada ecc.), in modo che piano piano associ quel determinato luogo alle sue necessità fisiologiche. Se lo si porta in un luogo pubblico è opportuno trovare un posto “pulito”, non frequentato da altri cani. Per avere “successo” in questo insegnamento, bisogna avere molta pazienza e stare molto attenti, in particolare quando il cucciolo mangia, perché è soprattutto dopo che ha mangiato che normalmente fa i suoi bisogni. Pertanto, finita la pappa, è necessario portarlo subito nel luogo deputato a “toilette”. Se fa la pipì e la cacca nel posto a lui assegnato bisogna festeggiarlo, e dargli magari un bocconcino come premio. Se si vuole che si abitui in tempi relativamente brevi a sporcare fuori casa è indispensabile farlo uscire spesso, ogni poche ore, perché il cucciolo fa i suoi bisogni non solo dopo che ha mangiato, ma  spesso anche quando si sveglia o dopo che ha giocato.

Il cucciolo deve fare esperienze

Perché il cucciolo si abitui all’ambiente dove dovrà vivere è necessario che esca da casa il più presto possibile, anche se non ha finito tutte le vaccinazioni. L’importante è condurlo in zone pulite, non frequentate da altri cani. È perciò necessario evitare le aree cani e altri luoghi dove può incontrare i suoi simili. Se, il cucciolo, durante la fase di imprinting, viene invece tenuto chiuso in casa e gli si  impedisce di “conoscere” quello che sta fuori, di sentire rumori nuovi, di interagire  con gli altri cani, con le persone adulte, con i bambini, è molto probabile che crescendo abbia grandi difficoltà nell’affrontare con normalità quelle situazioni e quegli stimoli che non ha potuto “conoscere” al momento opportuno, ossia da cucciolo, e diventi o troppo timido, se non addirittura pauroso, o aggressivo.

Il cucciolo va portato dappertutto:  in strada, in macchina, sull’autobus, nei bar, nei ristoranti, nei supermercati; insomma, in tutti i luoghi che potrà frequentare da adulto.
Quando avrà terminato le vaccinazioni è molto utile portarlo nelle cosiddette “aree cani” dove potrà facilmente socializzare con i suoi simili. Chiaramente, prima di entrare nell’area cani, è opportuno accertarsi che non vi siano soggetti aggressivi o eccessivamente irruenti. Una volta entrati è opportuno lasciare il cucciolo libero, senza guinzaglio, e cominciare a camminare con calma. Se un cane gli si avvicina tranquillamente e lui si accosta a noi in cerca di protezione, non dobbiamo prenderlo in braccio, ma dobbiamo far finta di niente e continuare a camminare, lasciando che se la sbrighi da solo, cosa che avverrà senz’altro.

Il guinzaglio

Non bisogna dare al cucciolo la sensazione che il guinzaglio sia qualcosa che lo limiti,  o che abbia una funzione punitiva. È importante perciò farlo abituare al guinzaglio con molta gradualità e senza fretta. Non bisogna mai tirarlo per farlo andare dove vogliamo noi, anzi, è importante, soprattutto nei primi tempi, assecondarlo… “andare” dove vuole lui. Per farci seguire si può utilizzare un bocconcino, se  ci segue glielo daremo e contemporaneamente lo festeggeremo e lo accarezzeremo. Solo quando avrà “imparato” ad andare al guinzaglio, potremmo cominciare a condurlo dove decidiamo noi, senza però strattonarlo e sempre accarezzandolo, esortandolo con dolcezza e premiandolo quando lo fa bene. Un metodo che si usa per abituare il cucciolo al guinzaglio è quello di lasciarlo libero con il guinzaglio agganciato al collare, sempre, però, sotto il nostro controllo e in un posto dove non possa facilmente impigliarsi. All’inizio lo lasceremo così per alcuni minuti, poi per più tempo. Nel giro di qualche giorno, il cucciolo si abituerà al guinzaglio e portarlo a passeggio sarà molto più semplice.

Salire sui letti e sui divani

La cosa essenziale è che il nostro cucciolo, poi cane adulto, non salga sui letti, sui divan, e sulle poltrone  quando decide lui, ma soltanto quando noi glielo permettiamo. Se sarà lui a decidere alla fine ne diventerà il padrone e poi farlo scendere, soprattutto se è un soggetto di carattere dominante e di grossa taglia, sarà un problema, a volte anche serio. Se vogliamo, invece, che non salga mai su questi “ morbidi arredi” è necessario impedirglielo fin da piccolo… e non derogare mai.

Saltare addosso

Se  permettiamo al cane di saltarci addosso ogni volta che ci vede, non possiamo poi pretendere che non lo faccia quando siamo vestiti in modo “elegante”. Lui, poveraccio, non può certo comportarsi in maniera diversa a seconda dei capi di vestiario che noi indossiamo! Pertanto, o gli insegniamo a non saltarci mai addosso, oppure dobbiamo accettare che lo faccia sempre, anche quando portiamo gli abiti “buoni”. Nel secondo caso, il giorno in cui siamo vestiti “eleganti” abbiamo due possibilità: o evitiamo di incontrare il nostro cane o, se ciò è impossibile, dobbiamo proteggere il nostro abbigliamento con una tuta o con un camice.  Permettere al cane di saltarci addosso per farci le feste ogni volta che ci vede e poi redarguirlo aspramente e addirittura picchiarlo se lo fa quando siamo vestiti bene, oltre ad essere ingiusto è fortemente contraddittorio e diseducativo.

Gelosia del cibo

A volte può succedere che un cucciolo sia molto geloso della sua ciotola e che sia pronto a tutto per difenderla. Per evitare che il cucciolo diventi aggressivo davanti al cibo è importante adottare dei comportamenti che gli impediscano di sviluppare questo comportamento… e cominciare a farlo fin dal primo giorno in cui arriva in casa.

Quando gli si dà da mangiare è bene non dargli le crocchette del pasto tutte insieme, ma mettergliene un po’ alla volta nella ciotola. Soltanto quando avrà finito quelle che gli abbiamo messe a disposizione, gli daremo le altre… e così fino al loro esaurimento. È molto utile dargli da mangiare anche dalla nostra mano, in modo che associ la mano al cibo. Mentre mangia dobbiamo mettere per qualche istante la mano nella ciotola e toccare il cibo. Insomma, dobbiamo rassicurarlo, dobbiamo fargli capire che se noi siamo vicino alla sua ciotola, se la tocchiamo, se tocchiamo il suo cibo, non lo facciamo certo per sottrarglielo, ma, casomai, per dargliene dell’altro. Se il cucciolo ringhia, dobbiamo restare fermi, evitando di guardarlo, senza mostrare alcun timore, aspettando pazientemente che si calmi. Di fronte ai suoi ringhi ai suoi eventuali tentativi di morderci, la nostra risposta deve essere la totale imperturbabilità. Quando si sarà tranquillizzato gli daremo un altro po’ di cibo e così via e procedendo in questo modo  il cucciolo, in breve tempo, non mostrerà più gelosia verso il cibo.  

Sandro ALLEMAND