CANE E BAMBINO: LA GIOIA DI CRESCERE INSIEME – Sandro ALLEMAND



Nel mondo di oggi i bambini non hanno molte opportunità di relazionarsi con gli animali… e questo non è certamente un bene. Vivere con un animale, in particolare con un cane, è invece, molto importante, in quanto il cane riesce a trasmettere emozioni che arricchiscono la vita di un bambino e lo fanno essere migliore. Crescendo con lui, un bimbo imparerà il rispetto, l’attenzione, la responsabilità; potrà capire meglio gli altri, acquisire il senso del dovere e imparare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé.

Crescere insieme ad un cane è forse una delle esperienze più creative e stimolanti che un bambino possa vivere, esperienze che porterà sempre con sé, che lo formeranno e, come  dice Konrad Lorenz, gli insegneranno“ il senso della protezione della natura”.
Lorenz ci dice pure che “Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, che cioè il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei suoi confronti.”  In genere è così, ma quelli di Lorenz erano altri tem in cui, forse, c’erano anche …..altri cani. Oggi è essenziale non considerare  il cane come una “baby sitter”, proprio perché, come dice Lorenz, a volte i bambini possono “strapazzare” il loro “amico” che potrebbe anche ribellarsi e  reagire malamente, con conseguenze sovente spiacevoli e  a volte gravissime.

Per questo è necessario che i genitori prestino molta attenzione al rapporto tra il bambino e il cane, insegnando ad entrambi il rispetto reciproco, in modo che la convivenza non crei alcun problema.

Spesso sono proprio i comportamenti dei bambini a causare situazioni incresciose in quanto, per la loro tenera età, possono non essere in grado, se non guidati, di interagire correttamente con l’animale. Possono fargli dei dispetti: tirargli i peli, la coda, le orecchie,  infilargli le dita nel naso e il cane, a meno che  non sia davvero un “martire”, dopo un po’ può stancarsi e rifiutare di accettare passivamente queste “angherie”. In genere tende, se può, ad allontanarsi in cerca di “riparo”, ma a volte  può reagire magari ringhiando, segnalando cioè al bambino che la deve smettere, altrimenti saranno guai.  Il comportamento del cane è corretto: avvisa, dà  un segnale al bambino che, non avendo ancora gli strumenti per farlo, non riesce a recepire. Se il bambino continua a infastidirlo, alla fine il cane potrebbe anche morderlo con conseguenze a volte anche molto gravi che potrebbero inficiare, magari per sempre, il rapporto tra il bambino e i cani.  Il genitore perciò deve insegnare al bambino che il cane va rispettato, che bisogna lasciarlo in pace quando mangia o quando dorme, e  non deve  considerarlo un giocattolo a sua disposizione. Quando il bambino si comporta “male” con il cane, bisogna SEMPRE intervenire, ricordandogli “fermamente” come deve rapportarsi con lui. Allo stesso modo, però, bisogna SEMPRE evitare che il cane abbia atteggiamenti irruenti o anche minimamente aggressivi verso il bambino, redarguendolo con “severità” quando questo succede.

Bisogna stare particolarmente attenti quando si ha  a che fare con  un cane che non è stato per niente socializzato con i bambini. I bambini spesso urlano, si muovono a scatti, sono scoordinati, corrono… e tutto questo può stimolare nel cane, non socializzato con loro, istinti predatori, con gravissimi rischi per il bambino. Anzi, se il cane non è socializzato con i bambini, la cosa migliore è evitare questo tipo di relazione.

In ogni caso non bisogna  MAI lasciare un bimbo da solo con il cane. Un adulto deve essere sempre presente.

BAMBINI E CUCCIOLI

È molto importante stare molto attenti quando in casa arriva un cucciolo. I cuccioli, per loro natura, sono iperattivi, esuberanti e spesso non hanno ancora il controllo del morso. Mettono tutto in bocca, niente è al sicuro: mobili,  vestiti, tappeti… e nemmeno le mani del padrone. Usano sempre le zampe per giocare e hanno la passione di rubare tutti gli oggetti che trovano sparsi per casa, compresi i giocattoli. Questi comportamenti del cucciolo potrebbero coinvolgere il bambino che, eccitandosi, potrebbe cominciare a rincorrerlo e a lottare lui, e alla fine si creerebbe una situazione di agitazione totale a volte incontrollabile.

Per cui anche in questo caso,  il genitore non solo deve essere sempre presente, ma non deve restare a guardare divertito, come succede spesso, le scorribande e le lotte dei due “cuccioli”, ma deve intervenire per ristabilire la calma.

A volte, può succedere che  il cane ritenga il bambino un membro del suo ‘branco’ e  tenda a proteggerlo, anche in maniera aggressiva, impedendo, non solo agli estranei, ma spesso anche agli altri componenti della famiglia di avvicinarsi a lui. Se ciò accade, anche questo   comportamento deve essere rapidamente corretto.

CHE CANE PRENDERE IN CASA

Quando si decide di prendere un cane in casa non bisogna lasciarsi guidare mai dal solo aspetto estetico, ma bisogna considerare le caratteristiche tipiche di una determinata razza o di un determinato cane, perché poi queste caratteristiche possono essere molto condizionanti per i rapporti futuri.  Quando in famiglia ci sono dei bambini la scelta deve essere fatta in modo ancor più consapevole. Se i bambini sono piccoli sarà bene orientarsi verso razze docili, tranquille, evitando quelle iperattive o quelle che posseggono una certa dose di “aggressività”, né razze di taglia magari troppo grande. Anche se si sceglie di adottare un “bastardino”, e non sarebbe male, bisogna accertarsi che abbia le stesse caratteristiche a cui abbiamo appena accennato. Se invece si hanno in casa bambini già più grandi, o adolescenti, che pertanto hanno più capacità di gestire un cane, ci si può orientare verso cani più portati al gioco, più attivi, più bisognosi di sfogare la loro energia.

Una cosa molto importante da tenere in considerazione, se volete prendere un cane in casa, è   accertarsi se vostro figlio sia o meno allergico al suo pelo, altrimenti, poi, saranno problemi seri.

COSA FARE QUANDO IN CASA ARRIVA UN NEONATO

Quando arriva in casa un neonato, nel cane, soprattutto se ha vissuto sempre con voi, e in particolare se non ci sono altri bambini, potrebbero scattare dei meccanismi di gelosia. Bisogna perciò adottare una serie di misure che lo aiutino ad accettare questa nuova presenza e cominciare  a far questo ancor prima che il bimbo entri in casa, abituandolo per tempo,  magari attraverso un apposito corso di addestramento, alla presenza di bambini piccoli.

È importate fargli conoscere l’odore del bambino già prima che arrivi a casa, facendogli annusare un suo indumento, una sua copertina o una sua tutina, accarezzandolo e premiandolo mentre lo fa.

Quando la mamma e il neonato torneranno a casa, il cane, nonostante la straordinarietà dell’evento appena accaduto, non dovrà essere assolutamente ignorato, ma bisognerà semmai  coccolarlo più del solito. Per esempio è bene che, all’arrivo, il bambino non sia tenuto in braccio dalla mamma o dal papà, ma da qualcun’altro, magari dalla nonna, mentre i padroni faranno al cane che sarà andato loro incontro scodinzolando un sacco di coccole.

Bisogna poi far odorare il bambino al cane, magari tenendo questi al guinzaglio ( non si sa mai)  accarezzandolo e congratulandosi con lui mentre lo odorerà. Se il cane in presenza del bimbo ha un atteggiamento positivo, scodinzola o attira l’attenzione dei genitori se lo sente piangere è bene premiarlo.

Quando il bambino è nella sua cameretta a dormire, invece di chiudere la porta sarebbe opportuno lasciarla aperta e separarla dal resto della casa con un cancelletto che il cane, in ogni caso non possa saltare, in modo che non si senta escluso.

Cosa essenziale è non trascurare il cane, ma seguitare a comportarsi con lui come si faceva prima della nascita del bimbo, altrimenti esso percepirà l’arrivo del neonato come un rivale, un antagonista e in lui si svilupperanno istinti di gelosia. Insomma, bisogna prestargli le stesse attenzioni che gli si assicuravano prima: portarlo a passeggiare, giocarci, fargli le coccole, in particolare  quando si fanno al bimbo con il cane presente.

Se poi  avete un bimbo appena nato e il cane non l’avete già, datemi retta, aspettate un po’ per prenderlo, perché gestire due “cuccioli” contemporaneamente è davvero complicato.

 

Il CANE DA PECORA E I BAMBINI

Riguardo al rapporto dei bambini più o meno grandi con i cani della “nostra razza”, posso raccontare quella che è stata la mia esperienza ultra quarantennale. Mia figlia, da quando è nata, è sempre vissuta tra i pastori maremmano – abruzzesi ed è stata educata fin da piccola a rispettarli e a non considerarli dei giocattoli. Col tempo ha acquistato una grande capacità di rapportarsi con loro e di saperli gestire e lo fa, già da tanto, meglio di me, che mi occupo di questi cani da una vita. Sa capirne al volo il carattere e valutarne pregi e difetti morfologici molto più di tanti giudici della razza.

Nella nostra famiglia, i pastori maremmano – abruzzesi li abbiamo sempre tenuti e li teniamo in un grande giardino davanti alla nostra abitazione. Spesso li portiamo in montagna con noi e i più vecchi, per rispetto dell’età, li facciamo entrare anche in casa. Quando invece nacque mia figlia avevamo una cagna che viveva proprio con noi. Era un animale eccezionale e mia figlia i primi anni di vita è vissuta in simbiosi con lei. Ma nonostante Aida, così si chiamava la nostra pastora, fosse di una affidabilità assoluta e di una delicatezza estrema, e avrebbe accettato da parte di Claretta qualsiasi angheria, noi, come è sempre bene fare, non li abbiamo mai lasciati da soli. Quando poi Aida ci ha detto addio,  nessun cane è più vissuto dentro casa.

Da quasi cinquant’anni ho sempre avuto pastori maremmano – abruzzesi di ogni genere e provenienza: cani selezionati o rustici; campioni da esposizione o solo compagni di vita;  maschi o femmine; adulti o cuccioli. Quando Clara era ancora piccola, siamo arrivati ad avere in giardino fino a dieci cani adulti, tra maschi e femmine (soprattutto femmine). Cucciolate ne abbiamo fatte poche, anzi pochissime, soprattutto per lo scarso tempo che avevo a disposizione, e i cuccioli che nascevano o ce li siamo tenuti ( qualcuno) o, quasi sempre, li abbiamo regalati agli amici o ai pastori della zona. Mia figlia, perciò, è cresciuta in mezzo ai cani da pecora. Fin da quando aveva tre o quattro anni zompettava in mezzo a loro; tra cani che pesavano anche cinquanta chili e mai, dico mai, nessuno l’ha fatta cadere o si è ribellato alle sue carezze o ai suoi abbracci, a volte anche un po’ esagerati. Soltanto un maschio che avevo comprato in un noto allevamento, e avevo pagato anche un sacco di soldi, ci diede dei problemi. Più di un volta quando Clara, che allora aveva sei o sette anni, gli passava vicino le ringhiava. Io lo redarguivo ferocemente, sperando che prima o poi capisse come comportarsi. Era  un gran bel cane, e mi dispiaceva darlo via, perché a quell’epoca anch’io era ancora “vittima” della bellezza espositiva. Quando sembrava che il cane avesse finalmente scelto la giusta via, un giorno, senza che Claretta avesse fatto niente per “meritarlo”, tentò di azzannarla. Fortunatamente, intervenni in tempo…ma al cane, dopo quel fatto, non venne data una seconda possibilità. Scoprii più tardi che il fratello era come lui, anzi molto peggio, e andando poi  a fondo e indagando seppi, cosa che l’allevatore di cui mi fidavo mi aveva invece taciuto, che la madre era completamente squilibrata: per questo non bisogna mai far riprodurre cani, anche se morfologicamente bellissimi, che abbiano anche il benché minimo squilibrio caratteriale.

Insomma, per quanto riguarda la mia lunga esperienza posso dire che, a prescindere da quel caso isolato che vi ho appena illustrato, la convivenza tra cani da pecora e bambini non dà problemi particolari, anzi. Le femmine, soprattutto, sono molto delicate e mai  irruente con i bambini di casa. In generale poi, almeno per quello che so, non si sono mai registrarti casi di aggressioni mordaci da parte di pastori maremmano – abruzzesi verso dei bambini. In ogni caso, è sempre bene ricordare che, anche se si hanno i cani più affidabili del mondo, quando i bambini sono piccoli, è essenziale non lasciarli mai da soli con loro, perché anche involontariamente i “nostri” pastori, con la loro mole, qualche incidente potrebbero provocarlo.

Per concludere far crescere un bambino con un cane è sicuramente positivo per il suo benessere psicologico e anche fisico e per sviluppare in lui il rispetto verso gli altri, la gioia di sentirsi amato, la capacità di amare, ricordando sempre che “ chi ama gli animali ha le porte aperte verso il cielo”.

Sandro ALLEMAND